Il 25 novembre gli elettori del centro sinistra, a mezzo primarie, sceglieranno il loro candidato premier per le elezioni di primavera, i candidati sono 5 ma i due più accreditati per giocarsi la vittoria finale sono senza dubbio Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani. Uno scontro generazionale e, per certi versi, anche ideologico. Detto del programma di Renzi prendiamo ora in analisi quello di Bersani che si affida a 10 idee su cui fondare la ricostruzione del Paese, 10 idee per cambiare come recita lo slogan nel sito del segretario del Pd.

La prima parola chiave di dieci è democrazia, secondo Bersanidobbiamo sconfiggere l’idea che i nostri problemi possano essere risolti da un solo uomo al comando” e perché sia la democrazia a governare per il segretario del Pd è necessario rispettare la Costituzione, il che comporta un immediata e serrata lotta all’illegalità, all’evasione fiscale ma anche quei reati rivolti contro l’ambiente che deve essere una risorsa preziosa da custodire e non sperperare. Il rispetto della costituzione deve portare l’esecutivo ad essere un esecutivo costituente, dunque propositivo e fra queste proposizioni c’è la volontà di regolare il rapporto tra Stato, Regioni ed enti locali. Senza dimenticare che il conflitto d’interessi deve tornare di stretta attualità e deve essere risolto al pari della legislazione su antitrust, libertà di informazione e falso in bilancio.

La seconda idea bersaniana è meno concreta, “visione”, ed è in sostanza quella voglia di credere negli italiani tanto cara anche al suo rivale toscano; “crediamo negli italiani – afferma Bersanie nel risveglio della fiducia collettiva, nel futuro degli italiani, dei più giovani e delle donne”. Niente favole per il segretario di Piacenza solo la voglia di coesione per ottenere tutti insieme il cambiamento dell’attuale realtà.


L’istruzione è da sempre un tema caro ai governi, soprattutto in fase propositiva, perché quando si tratta di tagli è uno dei primi ambiti che ne risente, il programma di Bersani non trascura questo settore; “istruzione e Ricerca sono gli strumenti più importanti per assicurare dignità al lavoro e combattere le disuguaglianze“. L’intenzione di rilanciare la formazione e l’università avviene per mezzo di misure finalizzate a combattere la dispersione scolastica, a tutelare il diritto allo studio e a reperire quei fondi necessari per la ricerca e l’innovazione.

Il quarto punto è rappresentato dallo sviluppo a cui va necessariamente accompagnato l’aggettivo sostenibile, il segretario del Pd è certo che per “vincere la sfida della globalizzazione è tornare a puntare sull’eccellenza del made in Italy”. Il rilancio del paese però deve avvenire mediante una politica industriale che abbia come priorità il rispetto dell’ambiente e che coinvolga nel processo di sviluppo anche l’agricoltura e i servizi.

L’Europa resta una priorità del programma bersaniano, gli stati uniti d’Europa sono una vera e propria necessità se l’Italia vuole riprendersi dalla crisi. Quindi è importante mantenere austerità ed equilibrio dei conti pubblici per garantire le richieste europee ma vanno affiancati a concetti come occupazione, investimenti e ricerca perché siano riempiti del giusto significato.

Sanità, formazione e sicurezza rientrano sotto la più generica dicitura beni comuni, e secondo Bersani devono “essere accessibili a tutti”. E’ fondamentale preservare “l’energia, l’acqua, il nostro patrimonio paesaggistico e culturale, il welfare come la formazione”, in ragione di ciò bisogna introdurre normative che definiscano i parametri della gestione pubblica o, in alternativa, i compiti delle autorità di controllo tutela  delle finalità pubbliche dei servizi. “Sono essenziali maggior razionalità valorizzazione del tessuto degli enti locali” i quali possono rivelarsi rimedio efficace contro la crisi piuttosto che una malattia da curare.

Il lavoro, forse anche per storia personale, è sicuramente uno dei temi più cari a Bersani che ne parla come di quel parametro “di tutte le politiche. Metteremo la creazione di nuovi posti di lavoro e la dignità del lavoratore al centro dell’azione del governo italiano ed europeo”. Gli intenti sono quelli di ridisegnare il sistema fiscale e contestualmente combattere la precarietà sovvertendo le politiche messe in atto dal governo di centro destra. La competitività non deve essere frutto dell’abbassamento delle condizioni dei lavoratori ma della loro capacità produttiva adeguatamente premiata ed incentivata.

Una tematica importante è rappresentata anche dai diritti che il segretario del PD rivendica come una “priorità assoluta” storica per il suo partito. E’ chiara nel programma la volontà di contrastare la violenza sulle donne così come agevolare l’acquisizione della cittadinanza italiana per tutti quei bambini che pur figli di genitori immigrati sono nati sul suolo italiano e concedere alle coppie omosessuali il diritto di avere una unione.
Il futuro premier Bersani governerà per ottenere l’uguaglianza, ossia per ottenere una condizione di equilibrio nel rapporto tra rendita e lavoro di modo che si possano consolidare le fondamenta del welfare italiano. In perfetta linea con la tradizione politica da cui discende Bersani aggiunge ” si esce dalla crisi solo se chi ha di più è chiamato a dare di più, e chi ha di meno viene aiutato a migliorare le proprie condizioni di vita”.
Ultima, ma non meno importante per questo, è l’idea di responsabilità, il futuro governo Bersani vuole dimostrare di essere affidabile e responsabile di fronte ad un paese affaticato dalla crisi e che oggi più che mai ha bisogno di una maggioranza unita e coesa pronta a sostenersi e a sostenere il proprio leader con fiducia incondizionata.

5 COMMENTI

  1. […] sinistra italiano abbiamo già preso in considerazione i programmi elettorali di Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani, ora analizziamo invece i punti attorno al quale si sviluppa quello di Bruno Tabacci.  Vediamo […]

  2. On.le Bersani, se io potessi essere eletta come presidente del consiglio immediatamente inizierei una lotta ferrata contro tutte le mafie che hanno messo i loro tentacoli in ogni campo del vivere civile e che stanno distruggendo lavoro e produttività nel nostro paese.Non è vero che non si può fare nulla per questo grave problema: basterebbe impedire il connubbio fra criminalità e politica. Cosa che esiste dall’unità d’Italia e che si è sempre alimentata per protezioni e favoritismi. Basterebbe fare leggi e pene più severe per tutti coloro che si arricchiscono sulle spalle della povera gente come noi che siamo costretti a subire passivamente e a sperare in tempi e uomini migliori. Se fossi presidente del consiglio, non permetterei che le nostre industrie si installino nei paesi del terzo mondo per sfruttare gente più misera degli italiani e poi esportare in Occidente e in Italia con prezzi altissimi per ottenere il massimo utile senza curarsi di quelli che hanno perso il lavoro quando sono andate via. Se mi fosse consentito di dare il mio contributo per lo Stato, aiuterei i giovani che hanno bisogno di certezze e di sperare in un domani sicuro. I giovani sono la speranza del paese e sono coloro che un giorno dovranno costruire un mondo migliore. La responsabiltà maggiore dei politici è quella di investire sulla scuola e sulla cultura, aiutare quelle menti eccelse che non si possono permettere di pagarsi gli studi e che un giorno potrebbero essere di grande aiuto per l’umanità.

  3. sempre di sinistra, sempre PD. Questa volta non voterò : avete depredato gli italiani e noi ne abbiamo le tasche piene . Nessuno di voi si impegna veramente per ridurre il numero delle poltrone e per semplificare i processi amministrativi e le leggi . Siamo al punto di non ritorno, dobbiamo fare default e ripartire da zero, come dice qualcuno, Forse dalla terra i primi che dovreste ritornarci siete voi politici tutti indiscriminatamente che avete parlato parlato per essere pagati da noi italiani che invece abbiamo lavorato SODO sempre per ritrovarci con una classe politica di inconcludenti. La responsabilità è anche della sinistra dove eravate quando venivano votati i provvedimenti per i rimborsi elettorali? dove siete quando persone inquisite continuano a usufruire di tutti i vantaggi e benefits che noi contribuenti vi paghiamo ? perchè parlate di meritocrazia di produttività quando io che lavoro devo fare un budget di produzione e conseguire un obiettivo monetario che tanto fatico per conseguire e che voi sperperate così facilmente? E poi anche quelli di sinistra compreso il grillino se la spassa nei villaggi e resort di malindi insieme al berlu e a briatore…!!!! allora dove andate????? PER ESSERE AFFIDABILI OCCORRE CAMBIARE VERAMENTE TUTTI!!!!!

  4. AGGIUNGO CHE LO STRUMENTO OLTRE A MORTIFICARE LE VENDITE DI PRODOTTI ACCERTERA’ ANCHE LA POVERTA’ PER MANDARE LE PERSONE ALLA MENSA DELLA CARITAS.

  5. ON.LE BERSANI,
    PURTROPPO SONO GLI ITALIANI, ED IO SONO UNO DI QUELLI, CHE NON CREDONO PIU’ ALLA POLITICA ED AI POLITICI. TROPPE BUGIE,TROPPE FREGATURE, TROPPO DI PIU’ DI TROPPO. ECCC LE IMPRESE CHIUDONO TUTTE, LE FAMIGLIE SONO ALLO STREMO, I GIOVANI NON HANNO FUTUTO E CREDE…… A CHE COSA VUOLE CREDERE? PENSA ANCHE DI METTERE ALTRE IMPOSTE.POSSIBILE CHE NON SI RENDE CONTO CHE CHI POTEVA E’ GIA’ ANDATO VIA E QUI SONO RIMASTI SOLO CHI PURTROPPO PER MANCANZA DI MEZZI NON PUO’ ALLONTANARSI. E LEI VUOLE METTERE ALTRE TASSE, MA DOVE ANDRANNO A PRENDERE I DENARI PER PAGARE? UNA SOLA COSA ERA DA FARE: LASCIAR LAVORARE, LASCIARE PRODURRE BENI E REDDIDI, MA NON LO AVETE FATTO. VI INTROMETTETE SEMPRE E INCIAMPATE OGNI ATTIVITA’. POSSUIBILE CHE NON CAPITE CHE NON SI PUO LAVORARE 7 ORE PER LO STATO E UN’ORA PER SE E LA PROPRIA FAMIGLIA. E POI DITE LA VERITA’ AGLI ITALIANI, NON POITETE CONSENTIRE DI DETRARRE LE SPESE PERCHE’ SULLO STESSO REDDITO FATE PAGARE LE TASSE A PIU’ PERRSONE CON UN EFFETTO MOLTIPLICATORE CHE PRODUCE QUESTA BELLA SITUAZIONE.

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