Primarie del centrosinistra, è ancora bagarre sulle regole. Dopo l’esposto di Renzi, nuovi nodi sulla privacy incrinano la macchina organizzativa della coalizione che domenica chiama a raccolta i suoi elettori per scegliere il proprio leader.

Come noto, era stato l’entourage di Matteo Renzi il primo a presentare un esposto al Garante della privacy, denunciando come il consenso alla pubblicazione dei nomi dei sottoscrittori, significasse mettere come condizione vincolante alla partecipazione la diffusione di un dato personale.

Ricorso accolto dal Garante e primo ingombro legislativo sulla primarie del centrosinistra. Ora, forse ci risiamo: stavolta a finire sotto accusa è il sistema di pre-registrazione online.


Ad avanzare l’esposto, ora, sempre al Garante per la protezione dei dati personali, non è uno dei candidati alla corsa elettorale della coalizione, ma un’associazione di consumatori.

Cittadini Europei” è il nome del sodalizio che ha presentato il nuovo ricorso contro le primarie del centrosinistra. A guidare i sottoscrittori, l’avvocato Carmelo Giurdanella, direttore di LeggiOggi.it, e l’avvocato Guido Scorza.

Proprio Scorza, qualche giorno fa, aveva denunciato, su ilfattoquotidiano.it, le storture che sono alla base di questa ulteriore denuncia posta all’attenzione dell’Authority.

L’associazione e i promotori segnalano che la violazione in capo alle registrazioni degli elettori siano ben più gravi di quelle stigmatizzate da Renzi qualche settimana fa.

Per quanto concerne la preiscrizione online alle primarie, infatti, viene richiesto di collegarsi al sito primarieitaliabenecomune.it e cliccando sull’apposito pulsante “registrati”, si accede a una pagina dove viene proposto in lettura il cosiddetto “appello degli elettori dell’Italia bene comune”, che tutti i partecipanti sono tenuti a sottoscrivere.

L’informativa della privacy in calce alla pagina, poi, suggerisce all’interessato che i suoi dati e, in particolare, la sua sottoscrizione – ovvero il nome e cognome – associata alla circostanza dell’avvenuta adesione all’appello saranno trattati dal Comitato, nella sostanza, al solo fine di consentire la partecipazione alle primarie e le eventuali operazioni di controllo.

In chiusura del blocco, l’utente viene invitato a  scegliere tra due possibili opzioni “aderisco”-“non aderisco” e, poi, se vuole proseguire, a cliccare necessariamente sul pulsante “aderisco”.

Solo questa spunta consente di porre a termine la registrazione alle primarie, da cui si apre una nuova sezione di nome “registrazione” dove vengono chiesti ulteriori dati sull’ubicazione dell’elettore.

Infine, si approda alla pagina “dati anagrafici” dove viene richiesta un’ulteriore compilazione affine a quella di una qualsiasi modulo dove vengano richieste le generalità. E dunque: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, civico, regione, provincia, comune, cap, e-mail e cellulare, di cui quelli con l’asterisco rosso sono però esclusivamente i primi tre.

Quindi, ecco che si apre una nuova informativa, dove si esplicita che l’elettore ” è altresì informato/a che i dati compresi nella presente dichiarazione potranno essere utilizzati per lo svolgimento delle Primarie di coalizione del centrosinistra per la scelta del candidato Premier alle elezioni politiche 2013, nonché per finalità di propaganda politica ed elettorale, anche per un periodo successivo alle Primarie”.

Ed ecco l’inghippo rivelato da Cittadini Europei: ” Se si prova ad ultimare la procedura di registrazione, infatti si scopre che qualora si tenti di optare per l’opzione “non autorizzo”, si viene reindirizzati sulla medesima pagina, sulla quale, tuttavia, campeggia un allert – dal contenuto difficilmente comprensibile – secondo il quale: “Il campo informativa privacy è obbligatorio”.

Continua l’esposto dell’associazione: “E’, dunque, evidente che il conferimento dei dati personali richiesti – e, quindi, almeno, nome, cognome, adesione all’appello, regione, provincia, comune e circoscrizione elettorale di residenza – è, effettivamente, obbligatorio e che l’interessato non può scegliere di partecipare alle primarie se non prendendo atto che i propri dati verranno trattati sia per consentirgli la partecipazione che per successive attività di propaganda politica”.

Dunque, nell’ottica dei Cittadini Europei, si viene a concretizzare quella che sarebbe una palese violazione, poiché l’interessato riceve due distinte informative: ” La prima circoscrive il trattamento alle sole operazioni connesse al regolare svolgimento delle primarie,  mentre la seconda prevede che i dati conferiti saranno trattati oltre che per tale finalità anche per scopi di propaganda politica.”

Un’ambiguità, è scritto nell’esposto, “incompatibile con quanto disposto dall’art.13 del Codice Privacy, giacché è suscettibile di indurre in errore l’interessato.

Leggi l’esposto di Cittadini Europei contro le primarie del centrosinistra in esclusiva

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  1. […] oltre 4 milioni i votanti per questa turnata delle primarie, un risultato sorprendente viste le polemiche della vigiliasulle regole per poter votare e sul disamore dei cittadini verso la classe politica […]

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