Legge di stabilità, la giostra delle cifre non si ferma. Il nuovo testo uscito con la fiducia dalla Camera dei deputati include diverse, importanti modifiche all’impianto originario della legge, anche se, dopo un lungo tira e molla, si è deciso di non indietreggiare su un punto particolarmente controverso: l’aumento dell’Iva.

Inizialmente concepito per entrambi gli scaglioni di aliquote, l’innalzamento è finito per occorrere solo al tetto più alto, quello già portato, nei mesi scorsi, al 21%, che dovrebbe toccare quota 22 nel luglio 2013, dopo che le misure della spending review ne hanno scongiurato la crescita di un ulteriore punto già dallo scorso ottobre.

Insomma, allarme rientrato con le politiche di austerity, ma solo a metà se è vero che, dall’avvento del governo Monti, l’aliquota dell’imposta crescerà nel complesso di due punti percentuali anziché i tre inizialmente messi in preventivo per placare l’orda di speculatori finanziari e lo spread incontrollabile.


Un incremento, quello che avrà effetto in seguito alla legge di stabilità 2013-2014, che porterà sulle spalle delle famiglie e dei consumatori un fardello di ulteriori 225 euro, calcolano le associazioni di riferimento.

Tutto ciò, però, è bene ricordarlo, potrebbe essere mitigato, in particolare per i nuclei più numerosi e in difficoltà, dall’avvento delle detrazioni che saranno bilanciate sulla ristrettezza del reddito e sull’età dei figli. In particolare, saranno particolarmente rilevanti gli sconti i bambini al di sotto dei tre anni e, nello specifico, anche per chi ha a carico figli diversamente abili.

Sul fronte Irap, invece, le agevolazioni riguarderanno in special modo le piccole e medie imprese, in virtù del fondo di oltre 800 milioni aggiunto in extremis prima dell’approvazione in Commissione bilancio alle 5 del mattino.

Un possibile effetto non calcolato da parte dei legislatori sarà, però, quello dell’assottigliamento dei margini di franchigia fiscale, ossia quella fetta che non è soggetta all’imposizione dell’Irap, che aprirà le proprie porte anche ai titolari che non hanno a libro paga alcun dipendente.

Riguardo proprio i lavoratori, le ultime modifiche nella legge stabilità interessano innanzitutto le assunzioni a tempo indeterminato, con l’imponibile Irap che sale, a partire dal 2014 dagli attuali 4.600 euro a 7.500. Discorso analogo anche per le assunzioni di under 35, che però fanno crescere le deduzioni da 10.600 euro a 13.500 euro. Per le imprese del Mezzogiorno il bonus sale di ben 5.800 euro passando da 9.200 a 15.000 euro; mentre per i giovani under 35 nelle regioni del Sud la deduzione arriva a 21.000 euro, dagli attuali 15.200.

Sul fronte, invece, finanziario, arriva, dopo tanti annunci ma pochi fatti concreti, e sull’onda anche di alcune petizioni lanciate da organi di informazione più qualche sporadica iniziativa solitaria, anche l’introduzione della Tobin Tax, il balzello che penderà sulle transazioni finanziarie e finalizzato a disincentivare eventuali comportamenti speculativi.

Mancano, però, alcuni dettagli fondamentali per annettere la Tobin Tax al novero delle riforme effettivamente vigenti con la legge di stabilità 2013: probabile che queste lacune vengano colmate al Senato, dove la legge della discordia tra le forze politiche potrebbe incontrare qualche nuovo rallentamento.

Vai al testo della legge di stabilità 2013-2014 approvato alla Camera


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  1. mi torna in mente una scenetta che ha come protagonista l’ormai ex famoso CALIMERO, diceva così se la memoria non mi inganna :ma ve la prendete sempre con me perchè sono piccolo e nero? sono i più piccoli che se anche li picchi ritornano sempre dai loro genitori per delle coccole, ma è una metafora che calza a meraviglia su questa società italiana di oggi.fra tutti i commenti che si sono spesi + o- inutilmente non mi sembra neanche ovvio dire che siamo una Società ferma immobile che aspettiamo, aspettiamo che cosa ? Domani può anche essere peggiore di oggi, ma noi non ci muoviamo di qui, che cosa ci ha ridotto così, o non siamo mai stati quel popolo che sotto la guida romana conquistammo il mondo conosciuto di allora, ma quando entrò la corruzione a palazzo si disgregò la potente società romana. Ecco forse è questa la vera debolezza dello Stato italiano , la corruzzione è già capillarmente diffusa a palazzo e non c’è nessun Cesare che esce dal Senato a testa alta perchè onestamente pronto per comandare una Nazione.La mia vita passerà e poco mi frega, ma finchè il cancro della corruzzione rimarrà a palazzo poveri figli miei tempi neri caleranno.

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