La nuova copertura a favore degli esodati continua a fare parlare di sé. Non già in fatto di testo normativo, il cui relativo emendamento sembra ormai un caposaldo della nascitura legge di stabilità, ma per scoprire chi, tra le centinaia di migliaia di lavoratori non tutelati, possa giovarsi delle nuove misure di salvaguardia.

E il rebus non è di facile risoluzione, anche perché le risorse a disposizione sono limitate e, di conseguenza, anche i beneficiari appartengono a una cerchia ridotta.

Una selezione di pochi fortunati, se è vero che i nuovi esodati tratti in salvo con il nuovo strumento di salvaguardia son stati calcolati in 10.131 soggetti, molti meno di quanti sono ancora in attesa di scoprire il proprio destino di ex lavoratori e non ancora pensionati.


Questi, insomma, tutti i nuovi esodati che hanno vinto alla roulette della politica italiana, dopo che diversi provvedimenti erano stati bocciati dalla Ragioneria dello Stato per mancanza di risorse adeguate.

I firmatari dell’emendamento sono i relatori Renato Brunetta, ex ministro della Funzione Pubblica, e Pierpaolo Baretta, cui si è aggiunto, come esperto contabile delle casse statali, anche Mario Canzio.

La porzione più ampia dei nuovi salvaguardati è quella dei 5300 che hanno visto il proprio contratto scadere nei primi sei mesi del 2012 e abbiano svolto, successivamente, solo lavori temporanei e non a tempo indeterminato, mantenendosi al di sotto della quota – con la “nuova ocupaizone” – dei 7500 euro.

Tra gli oltre diecimila ormai ex esodati, troviamo anche 1800 lavoratori trasferiti nelle liste di mobilità ordinaria in seguito all’adesione ad accordi individuali o collettivi entro lo scorso 31 dicembre, che abbiano dato vita al licenziamento non oltre la fine dello scorso mese di settembre.

Arriviamo, così ai 2440 che hanno optato per la prosecuzione volontaria delle sovvenzioni e che abbiano trovato impieghi a tempo determinato.

Ultimo vagone, è quello dei 760 esodati che inseriti in liste di  mobilità in deroga, con fine del contratto di assunzione entro lo scorso 30 settembre.

Le risorse ritenute necessarie a salvare i lavoratori esodati di qui al 2014, ammontano a 64 milioni, più altri 134 e 135 per i prossimi due anni.

Un fabbisogno che sarà soddisfatto grazie al recupero dell’esborso rimasto inutilizzato per i primi 120mila salvati con i due decreti estivi e, per converso, lo stop alle rivalutazioni delle pensioni sopra i tremila euro.


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