La commissione Giustizia del Senato ha approvato ieri sera il testo base sulla riforma della diffamazione predisposto dal relatore e presidente della commissione, Filippo Berselli. Ritirati i dieci emendamenti presentati da Idv, Api e dal democratico Vincenzo Vita, che verranno comunque ripresentati in Aula.

Nei due articoli di cui si compone il nuovo testo e che modificano l’articolo 8 della legge sulla stampa del 1948, viene ribadita la non reclusione per i giornalisti che diffamano, e si porta a 50.000 euro il tetto massimo per la cauzione pecuniaria sia per la diffamazione a mezzo stampa che per la diffamazione semplice.

Per la diffamazione a mezzo stampa “o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità” la sanzione passa da 3 mila a 30 mila euro. Per la diffamazione a mezzo stampa consistente nell’attribuzione di un fatto determinato, si applica la pena della multa da 5 mila e 50 mila euro (nella vecchia versione il massimo arrivava fino a 100 mila euro). Per la diffamazione semplice le multe saranno da 3 mila a 15 mila euro. Per l’ingiuria invece multa fino a 5 mila euro. Previsto anche il risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali ai sensi dell’articolo 185 del codice penale. Le pene sono diminuite fino a 2/3 qualora sia stata pubblicata la rettifica.


Il nuovo testo conferma anche che il direttore o il responsabile della testata è tenuto a pubblicare gratuitamente e senza commento nel quotidiano o nel periodico, comprese le relative edizioni telematiche o nelle agenzie di stampa, le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti vittime di diffamazione. Le rettifiche devono essere pubblicate nella loro interezza, con lo stesso rilievo e nella medesima collocazione. Qualora la rettifica non venga pubblicata o lo sia stata in violazione delle regole previste, l’autore della richiesta di rettifica può chiedere al giudice, ai sensi dell’articolo 700 del Codice di procedura civile (procedura d’urgenza) che ne sia ordinata la pubblicazione. La mancata o incompleta ottemperanza all’obbligo è punita con una sanzione amministrativa che va da 8 mila a 16 mila euro.

Nel testo approvato, scompare anche il ‘bavaglio’ per i blog, i siti internet non espressioni di testate cartacee e i libri.

Il provvedimento tornerà nell’aula di Palazzo Madama a partire dalla seduta pomeridiana di martedì 13 novembre.

Qui il testo approvato dalla Commissione

 


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