Tutto il mondo attende con fibrillazione la chiusura dei seggi negli Stati Uniti d’America, dove sta per conoscersi il nome del prossimo presidente che guiderà la più grande potenza al mondo.

In queste ore, è un’incedersi continuo di sondaggi, pronostici, rilevazioni, le quali sembrano concordi nell’attribuire un vantaggio al presidente uscente seppure di un’incollatura.

Arriva a ridosso dello stop alle operazioni di voto la proiezione finale divulgata da Reuters/Ipsos – con margine di errore tra il 3 e il 4% – che preannuncia una lotta all’ultimo voto tra Obama e Romney, soprattutto nei cosiddetti battleground states, ossia nelle aree dove l’esito delle preferenze è maggiormente in bilico.


La rilevazione, a questo proposito, assegna al presidente uscente Barack Obama la vittoria in Ohio con il 50% delle preferenze, staccando al 46% dello sfidante repubblicano. Nello Stato conteso per eccellenza, sono 18 i grandi elettori in palio, che andranno tutti al candidato vincente.

Stesso discorso in Virginia, dove vengono assegnati 13 delegati e il leader democratico guiderebbe per 48% a 46%. Ancora, Obama in vantaggio, seppur di poco, in Colorado, dove saranno 9 i delegati assegnati: qui, Obama sarebbe in testa per 48% a 47%.

La partita, però, si riaprirebbe improvvisamente in Florida, già terra contestata nelle elezioni del 2000, quando George W. Bush la spuntò su Al Gore per una manciata di voti. Qui, Mitt Romney sarebbe in vantaggio per 48% a 47%: una vittoria che metterebbe a rischio la conferma del presidente uscente, visto che lo Stato di Miami attribuisce ben 29 grandi elettori.

Ancora, altri sondaggi attribuiscono al repubblicano la vittoria in Indiana, 11 delegati, feudo tradizionalmente del Grand Old Party che, però, quattro anni fa, venne inaspettatamente vinto da Obama.

Si profila, dunque, un calo di consenso per il presidente in carica, e una gara davvero sul filo di lana, come la mobilitazione delle ultime ore da una parte e dall’altra lasciava intendere.

Come noto, la soglia della vittoria, per uno dei due pretendenti, sarà a 270 delegati su 538. La corsa è appena cominciata.

Segui in diretta lo spoglio dei risultati in America


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