La quinta sezione del Tribunale della Libertà di Catania permette il Muos (Mobile usaer objective sistem) vanificando il decreto di sequestro del 6 ottobre scorso della Procura di Caltagirone. Si riaccende, in questo modo, il fronte, mai spento del tutto, sul futuro del sistema di comunicazioni satellitari degli Stati Uniti d’America nella riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi, area dove il livello di non edificabilità è totale oltre ad essere, naturalmente, un sito di interesse comunitario.

La richiesta, fatta dalla Avvocatura dello Stato, di restituzione dell’impianto al Ministero della Difesa, è stata approvata dai giudici del Riesame in virtù del fatto che dopo che la Procura di Caltagirone aveva stabilito il sequestro preventivo del sistema radar per violazioni dei vincoli paesaggistici determinati dal decreto istitutivo dell’area protetta, successivamente a consulenze tecniche e assunzione di atti e documenti presso la Regione siciliana.

“Attendo le motivazioni del Tribunale della Libertà – ha dichiarato Paolo Giordano, procuratore  della Repubblica presso il tribunale di Caltagirone – per valutare la possibilità di proporre ricorso per Cassazione. Intanto le indagini continuano, con l’audizione di numerose persone informate sui fatti, dalle cui dichiarazioni potrebbero giungere elementi utili ad approfondire l’intera vicenda”.


Era stato il Gip, su richiesta della Procura di Caltagirone, ad emettere il provvedimento di sequestro, successivamente al termine delle indagini iniziate nel luglio del 2011. Ci sarebbero stati, dunque, cinque indagati per violazione delle prescrizioni istitutive dell’area protetta, anche se per i molti comitati locali e regionali, che si sono opposti alla costruzione, la questione fondamentale è che il sistema sarebbe pericoloso per la salute dei cittadini viste le onde ad altissima frequenza. I cittadini, del resto, auspicano che si intervenga per ritirare tutte le autorizzazioni rilasciate fino ad ora di modo che la costruzione sia bloccata definitivamente.

La situazione, certamente, verrà complicata dalla restituzione poiché il sistema satellitare andrebbe collocato dentro la riserva naturale Sughereta dove sono già presenti ben 41 antenne americane. Il Muos, un sistema di comunicazioni ad altissimi frequenza e a banda stretta, prevede l’utilizzo di quattro satelliti e quattro stazioni terra, una delle quali sta per essere realizzata proprio in Sicilia, a Niscemi per la precisione. La struttura, amministrata dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, avrebbe la funzione di garantire l’integrazione tra l’azione di forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo e di rendere sostituibile l’attuale sistema satellitare meno performante.

Gli statunitensi, tuttavia, hanno sottovalutato la protesta popolare che ormai cresce da vari mesi e che lo scorso ottobre ha mobilitato, con una manifestazione di piazza, quasi 5000 persone. Anche il Parlamento, a questo punto, si è occupato della vicenda, decisiva è stata un’audizione nei mesi scorsi e l’atto di indirizzo nella seduta alla Camera dei deputati del 12 ottobre scorso dove è stata inserita la risoluzione, approvata nella IV Commissione, che stabilisce che il governo riveda “totalmente l’autorizzazione a procedere con il programma MUOS Mobile User Objective System presso la base militare americana NRTF-8 di Niscemi”.


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