Continua a Palazzo Madama l’esame del ddl 3491 sulla diffamazione a mezzo stampa, noto anche come ddl Salva Sallusti, avviato la scorsa setttimana.

Il provvedimento – si legge nella relazione illustrativa – mira a intervenire con urgenza sulla disciplina della responsabilità per diffamazione nel nostro Paese, omogeneizzandola agli standard europei che prevedono sanzioni pecuniarie e non detentive, al fine di trovare un equilibrio tra la libertà di stampa e la tutela della reputazione dei singoli.

Il relatore, sen. Berselli, ha posto in evidenza l’esigenza dell’eliminazione del carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa e conseguentemente anche per l’ingiuria e la diffamazione semplice, ma, al contempo, la necessità di una completa rettifica dell’articolo diffamatorio, collocata nella medesima pagina e soprattutto nella sua interezza, con lo stesso rilievo, nella medesima collocazione e con le medesime caratteristiche tipografiche, senza comunque commento alcuno.


Qui il testo proposto dalle Commissioni riunite


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