La fase di iscrizione al concorso a cattedre indetto dal ministro dell’Istruzione Profumo sta per chiudersi, mancano gli ultimi nove giorni infatti per presentare la domanda on – line e beneficiare così della proroga che consente di modificarla fino al 21 novembre, entro le ore 14.00, a causa del ritardo ministeriale nell’inserire la sezione in cui è possibile dichiarare i titoli aggiuntivi oltre a quelli necessari per l’accesso.

Considerato che molti hanno atteso questi giorni per iscriversi in attesa di avere la maggior parte dei dati inerenti il concorso sott’occhio, pubblichiamo una tabella riassuntiva della dislocazione dei posti attribuiti, regione per regione, dove però viene identificato anche il numero di esuberi e le percentuali sul totale sia degli esuberi che dei posti a concorso.

Quando il ministero ha decretato la distribuzione dei posti disponibili per il concorso sulla scuola è balzato subito all’occhio come ci fosse una sbilanciamento palese a favore del sud, dove regioni come Sicilia, Calabria, Campania e Puglia la facevano da padrone nell’attribuzione, mentre il nord si leccava le ferite e il centro si teneva a galla.La situazione, che sollevò non poche polemiche, vista la poca chiarezza, come sempre, dei criteri scelti per gestire la distribuzione delle cattedre, cambiò ancora una volta; infatti il Ministero decise, successivamente ai malumori, di ridisegnare ulteriormente la mappa dei posti concorsuali.


A quel punto sono state le regioni del sud a muovere le loro accuse, sentendosi depredate di qualcosa a cui ritenevano di poter aspirare per diritto o, quanto meno, per concessione statale. Si parlò, dunque, di demagogia, di scelta populistica, di ministero banderuola, e ognuno fece sentire le proprie ragioni che a quel punto tutte le regioni avevano e solo il ministero confusionario non deteneva più.

Poi è successo ancora qualcos’altro per cui i posti sono praticamente tornati alla distribuzione originaria, come si evince dalla tabella pubblicata il sud è tornato a fare la voce grossa, grandi giovamenti anche per il centro mentre al nord si salva solo la L0mbardia che ha un saldo positivo tra esuberi e posti a concorso.

In generale, al nord, a fronte di 2844 esuberi si hanno posti per immissioni in ruolo pari a 2561, questo significa che sul totale degli esuberi italiani il 34,7% si concentra nelle regioni settentrionali alle quali, di converso, viene assegnato il 22,19% del totale delle cattedre che il concorso bandisce.

La situazione migliora al centro che chiude con un saldo positivo, pur avendo regioni in passivo di posti come Marche e Umbria; sono, infatti, 1472 i posti in esubero a fronte dei 2474 messi a disposizione dal concorso ciò significa che c’è un saldo positivo di 1002 posti. Il centro, dunque, beneficia del 21,43% dei posti concorsuali e contribuisce al 17,96% del totale degli esuberi.

Come si evince da questi dati la parte del leone tocca in tutto e per tutto al sud che si aggiudica la percentuale più alta di esuberi, con il 47,33% (3879 esuberi), ma anche quella più alta nelle attribuzioni con il 56,38% (6507 cattedre), quindi oltre la metà dei posti trovano la loro collocazione dalle scuole della Campania in giù.

Tutto è bene quel che finisce bene? Probabilmente no, perché secondo l’attuale normativa vigente il concorso non potrà essere annuale come promesso erroneamente dal ministero, che ha fatto questa distribuzione dispari proprio a fronte della possibilità di effettuare concorsi ogni anno che avrebbe riequilibrato così il gap di questa distribuzione. Se però, come sembra, i concorsi non saranno a decorrenza annuale la bilancia avrà indicato due vincitori, centro e sud, e un solo sconfitto, il nord.


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