Mediazione Civile obbligatoria si, mediazione civile obbligatoria no: Sheakspeare probabilmente l’avrebbe formulata così la questione anche se, a ben guardare, non è poi così distante dalla realtà dei fatti. La Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità dell’obbligatorietà, bisogna fare attenzione su questo, della mediazione civile non sull’intero istituto in sé, quindi è difficile capire sia chi esulta che chi si dispera, visto che la mediazione resta una possibilità del panorama giuridico e, come ha fatto notare qualcuno, se è vero che era così funzionale ed efficace, i cittadini non avranno difficoltà a sceglierla per dirimere le loro questioni civili.

Abbiamo raccolto alcuni commenti dei nostri lettori, quasi tutti avvocati, che ci hanno raccontato il loro punto di vista sulla “vexata quaestio”, ciò che emerge è un sostanziale equilibrio fra le parti, per quanto quelli a sfavore sembrino di più, ed ognuno ha individuato vantaggi e svantaggi del provvedimento preso dalla Corte Costituzionale. Quello che è certo è che la mediazione civile può avere ancora una lunga vita, poiché la sua incostituzionalità che, ripetiamo, concerne solo la sua obbligatorietà le permette di essere riformulata e riproposta in una forma “costituzionale”.

Partiamo da chi, come l‘avv. Roberto Arcella, è a favore “ma se la mediazione è davvero efficace, che necessità c’è di averla obbligatoria?
Gli organismi di mediazione e tutti coloro che ci credono sfruttino questo periodo di “disoccupazione” per diffondere il loro “credo” e, se possibile, radicare nella società civile la nuova idea di risoluzione amichevole delle controversie. Dimostrino coi fatti ciò che sino a questo momento la realtà ha inesorabilmente smentito, ossia che la mediazione può essere un’alternativa alla giustizia civile e non un inutile ulteriore balzello preliminare al processo“.


Dello stesso avviso l’avv. Maria Pia sono un avvocato ed anche mediatore e sono felice della sentenza della Corte Costituzionale. I miei complimenti all’oua ed all’avv. De Tilla che hanno correttamente individuato la via giudiziaria come rimedio ad una legge iniqua che portava solo aumento di costi e tempi della già costosa e lunga strada che il cittadino si trova davanti quando chiede la tutela dei propri diritti. Non capisco i sostenitori della mediazione obbligatoria, evidentemente non conoscono la realtà dei fatti, sono pochissime le mediazioni, non solo che hanno esito positivo ma che vedono la partecipazione delle parti”.

Prosegue l’avvocato, sollevando la questione del presenziare alla mediazione da parte delle parti “le banche e le assicurazioni se chiamate in mediazione non partecipano mai, ed il cittadino deve pagare le spese di una mediazione non partecipata che comunque costa sui 100 euro. Se poi invece viene partecipata una mediazione ad es. Avente ad oggetto una divisione ereditaria anche di modesto valore si dovranno pagare diverse migliaia di euro senza garanzia di risultato e in ogni caso si dovrà poi andare dal notaio a trasfondere in un atto pubblico l’accordo raggiunto, con ulteriori spese”.

Ma non la pensano, ovviamente, tutti così, sono in molti soprattutto gli avvocati giovani, che ancora devono ritagliarsi il loro spazio a dirsi contrari, addirittura c’è chi, come Marco Ambrogiani, si dice “in lutto! Non ho parole. Impossibile esprimere commenti sull’ abolizione di un Istituto che costituiva un valido strumento per uno sviluppo civile e sociale“. Gli fa eco una collega, Federica, che si chiede “mi piacerebbe tanto sapere l’età degli avvocati che stanno scrivendo post e festeggiando per la pronuncia della corte… Sicuramente gli avvocati affermati non si sono preoccupati per l’introduzione di questa nuova opportunità. Questa non vuol essere una critica, anche io sono una giovane collega che cerca di ritagliarasi il suo pezzettino di mondo.. Vuol essere uno spunto di riflessione!”

Prosegue poi la giovane avvocatessa “Il vero aggravio per il cittadino sono le spese ed il tempo perso in anni di cause che a volte, spesso, non danno i risultati sperati…Non era meglio allora unire le forze in nome della tanto invocata giustizia?! Ultima cosa: la prima mediazione che ho fatto è durata 4 ore e sono riuscita a risolvere una situazione che si trascinava da tempo,con tanto di complimenti del l’avvocato! È stato certo più gratificante che stare in udienza con mille persone dietro e scrivere 4 parole di rito su un verbale!”.

Più tecnica nella sua disamina, invece, l’avv. Stella Soleroin nome della Costituzionalità sin qui tanto acclamata la Corte Costituzionale avrebbe dovuto individuare “l’eccesso di delega” da parte della giustizia Italiana che intrappola in lunghe vicissitudini giudiziarie i poveri cittadini che vi ricorrono per poter vedere tutelati i propri diritti. La mediazione obbligatoria ha segnato una svolta decisiva nella obsoleta macchina della giustizia italiana  “dagli ingranaggi arrugginiti”,deteriorati ancor di più dagli interessi economici degli studi legali che per secoli hanno alimentato discordie e controversie civili pur di mantenere alto il loro, già notevole, volume di affari”.

Forse, in tutto questo trambusto, la verità sta nel mezzo come sostiene Eliossinceramente non comprendo i tanti entusiasmi degli oppositori alla mediazione. E neppure la disperazione dei fautori, come Giovanni, che asserisce abbia vinto la lobby RC auto. Anzi, a ben vedere…La Corte ha dichiarato illegittima non la mediazione obbligatoria, ma la forma con la quale questa obbligatorietà è stata istituita. Non eccependo oltre od inoltre, ha aperto la strada se i fautori della Mediazione che siedono in parlamento vorranno / potranno sanare questa eccezione seguendo gli opportuni ed usuali canali legislativi. Alla nuova norma (se e quando sarà stato deciso di dar corso) non sarà possibile eccepire alcunché… Se vittoria è stata, è stata, a mio avviso, solo una possibile vittoria di Pirro.

 


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5 COMMENTI

  1. Invece di trovare rimedi assurdi che accrescono i costi (anzichè diminuirli come falsamente propagandato), quali la mediazione obbligatoria (quella facoltativa, invece, non fa male a nessuno..), dite ai Giudici che devono lavorare di più.
    Se tenessero più udienze a settimana (almeno tre), anzichè mediamente una (salvo le poche settimane all’anno in cui c’è udienza Collegiale e salvi quei Giudici che rivestono ulteriori incarichi, come Giudice dell’Esecuzione o Giudice degli Sfratti), i rinvii di una causa sarebbero di massimo due-tre mesi e nel giro di 2 anni la causa finirebbe!
    Noi avvocati abbiamo tutto l’interesse a far finire la causa il prima possibile, altrimenti non veniamo pagati! Chi sostiene il contrario, ritengo non conosca la realtà dell’Avvocatura.

  2. L’ obbligatorietà meritava la cancella zione . Ma che preparazione professionale e…politica hanno tutti gli avvocati chiamati a sedere in parlamento? Dovrebbero vergognarsi di non capire quando una norma non rispetta la Cpstituzione. Ma non solo. Il testo della legge manca di una chiarificazione essenziale: manca l’elenco dei casi per i quali , anche nella covilistica , non è possibile conciliare. Un esempio personale.
    Avevo chiesto, con documentazione dimosrativa , le dimissioni dell’ amministratore del mio condominio che a mio avviso non può essere oggetto di mediazione. Però sono stato costretto dagli avvocati a ricorrere al mediatore . Gli incontri hanno lasciato le cose come prima. La mala giustizia non abita solo nei tribunali .

  3. Non comprendo proprio le ragioni dei colleghi che criticano la Sentenza dei giorni scorsi. Eppure loro dovrebbero essere i primi garanti della Costituzione. La Mediazione continua ad esitere. Non è stata affatto messa in discussione o abolita. Chi ritiena tale mezzo più utile di un contenziso può benissimo azionarlo senza alcuna limitazione. A mio parere è stato invece riaffermato il diritto di azionare direttamente un giudizio a coloro che non intendono rivolgersi al mediatore. Questo è giusto e corretto senza ledere la posizione di nessuno, ma rimettendo equilibro nel sistema. L’obbligatoriatà di un Istituto a pagamento non è certamente il mezzo per ridurre il contezioso. Sembra piuttosto una coercizione che può trovare un’unica motivazione di carattere economico. I diritti dei cittadini non sono e non devono diventare merce. Il diritto alla Giustizia è un diritto sancito nella nostra Carta Costituzionale e dev’essere azionabile liberamente senza costi ulteriori rispetto a quelli già previsti. Con questa Sentenza ha vinto il cittadino ed il buon senso.

  4. A proposito di manipolazione linguistica: mi hanno sempre appassionato i titoli dei giornali, che insieme alla necessità di sintesi indirizzano i lettori.
    Sarebbe carino (e corretto) anziché “mediazione incostituzionale” scrivere ” eccesso di delega sull’obbligatorietà incostituzionale” o, al limite, “obbligatorietà della mediazione incostituzionale.” Ma ognuno scrive per i propri lettori.

  5. La mediazione aveva come unico risultato quello di aumentare costi e burocrazia. La sua inutilita’ era totale ed assoluta rendendo di fatto impossibile, alle persone con poche risorse, l’accesso al Tribunale. Un plauso alla fine di questa onerosa vessazione.

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