Con un comunicato stampa essenziale e glaciale, la Corte Costituzionale rivela che oggi “ha dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione”.

Alla fine dunque sembra rilevarsi fondamentale la ipotizzata lacuna legislativa contenuta nella legge delega, laddove non prevedeva l’obbligo preventivo della mediazione, obbligo che invece il decreto legislativo, ora dichiarato incostituzionale, inseriva a chiare lettere nell’art. 5 comma 1.

La decisione della Consulta, quando leggeremo le motivazioni, potrebbe dunque essere nei seguenti termini:


in base all’art. 76 Cost., la legge delega del Parlamento (articolo 60 della legge 69/2009) doveva:

– contenere l’individuazione dell’oggetto della delega chiaramente definito: materia di mediazione e di conciliazione in ambito civile e commerciale);

– stabilire i principi e i criteri direttivi per l’esercizio del potere delegato: lettere da a) ad s) dell’art. 60 L. 69/2009;

– indicare il termine entro il quale la delega deve essere esercitata: entro sei mesi.

Il D.Lgs. 28/2010 si sarebbe invece preso la libertà di rendere il tentativo di mediazione obbligatorio in tutta una serie di materie (“é tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione…”, recita il d.lgs.)

ergo

il provvedimento è illegittimo per eccesso di delega.

Quanto sopra è cosa diversa dal dire che la mediazione obbligatoria è ex se incostituzionale.

Quest’ultima affermazione invero implicherebbe il coinvolgimento di valori costituzionali (in primis, l’art. 24 Cost.) che al momento non sappiamo se la Corte abbia preso a riferimento.

Al momento, sembrerebbe che solo di “eccesso di delega” si stia parlando, dunque “solo” di incompetenza dell’esecutivo a disciplinare l’aspetto della “obbligatorietà” della mediazione civile, che sarebbe rimessa invece alla competenza del Parlamento.

Quali scenari si aprono adesso?

La lesione costituzionale può essere sanata? Se sì, in che modo?

Un disegno di legge, di iniziativa parlamentare o governativa, certo. Ma questo sarebbe affossato dai tempi biblici previsti dal nostro usurato procedimento legislativo (esame commissioni, emendamenti, discussioni, doppio passaggio, ecc..). E questo Governo ha forse le ore contate.

Come può allora il Governo reagire all’onta di veder censurato dalla Consulta un proprio atto (non importa che l’atto sia stato adottato dal Governo precedente, sempre di atto scaturente dal potere legislativo dell’Esecutivo, trattasi)?

Un decreto legge?
Parliamone…

Alt! E i “casi straordinari di necessità ed urgenza” previsti dall’art. 77?
Parliamone…

L’ingolfamento della giustizia civile è un caso straordinario di necessità ed urgenza? Il probabile fallimento, rebus sic stantibus, degli enti di mediazione sorti come funghi è un caso di necessità ed urgenza?
Parliamone..

Oppure è giusto così, cassare l’obbligatorietà e lasciare la mediazione come tentativo facoltativo al servizio del cittadino che vuole fare valere un suo diritto, ma non vuole addentrarsi, come è stato definito, nell’oscuro tunnel della giustizia civile?
Parliamone..

LeggiOggi vuole anche essere una cartina di tornasole del diritto moderno, una fabbrica di proposte di legge, un convoglio di idee, di timori, di umori…

In sintesi:

Mi chiedo. E vi chiedo:

Il Governo sanerà tutto reintroducendo la mediazione obbligatoria con un decreto legge?

Se sì, sarebbe un atto legittimo?

E in tal caso, sarebbe comunque un atto opportuno sotto il profilo del bon ton istituzionale?


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10 COMMENTI

  1. Per sapere se un decreto-legge che reintroducesse la mediazione come condizione di procedibilità sarebbe corretto o scorretto dal punto di vista istituzionale bisognerebbe prima di tutto vedere la motivazione della sentenza della corte costituzionale; per capire se l’eccesso di delega è stato accertato semplicemente perchè il legislatore delegato ha normato in ambito non previsto da una legge delega, oppure se per la Consulta l’eccesso di delega è derivato dal fatto che la materia di normazione “esercizio dei riritti in sede giurisdizionale” ex art 24 Cost. e giusto processo ex art. 111 Cost. (quindi , per il caso della mediazione la materia di normazione “diritto processuale civile”) è come tale insuscettibile di delegazione legislativa perchè riservata alla legge parlamentare.
    Nel secondo caso il decreto-legge sarebbe inammissibile e incostituzionale per violazione di una riserva di legge parlamentare.

  2. Se scegliessero questa strada (decreto legge) io sarei tra gli avvocati disposti a scioperare ad oltranza. E non si tratta di difesa della categoria: l’avvocato deve essere pagato anche quando assiste in mediazione! Non capisco perché questi signori che si inalberano per la sentenza della Corte Costituzionale non si sono indignati quando il Berlusca che non metteva “le mani nelle tasche degli italiani” con il “suo” Parlamento ha aumentato più e più volte l’ammontare dei contributi unificati fino a decuplicarli !!! Che vergogna

  3. Per Luigi: purtroppo della Cultura della mediaIone c’è da preoccuparsi eccome! Certamente non sarà stato il tuo caso perché quando sei ricorso ineducazione il tuo avvocato ti avrà correttamente informato.. Ma credimi ce ne sono tanti che la descrivono al cliente solo come un adempimento ulteriore e fastidioso! Questo con la mediazione obbligatoria! Con la facoltativa faranno finta di non sapere neppure dell’esistenza.
    In ogni caso, per coerenza, dovrebbero chiudere gli organismi istituito presso gli ordini ora che non c’e più alcun obbligo!

  4. Buon giorno a tutti!
    Secondo me la Corte Costituzionale ha operato una giusta scelta! Parlo da cittadino che ha dovuto affrontare i costi, a volte esorbitanti, della mediazione civile, senza addivenire ad un accordo, cosa che mi ha costretto ad adire, ugualmente, le vie giudiziarie.
    Risultato: ho dovuto sostenere due volte le spese obbligatorie, prescindendo da quelle legali, la prima volta per accedere alla mediazione, la seconda per adire la via giudiziaria.
    Che la mediazione civile possa avere una qualche valenza? Forse si, ma quando qualcuno è convinto di essere nella ragione, rari sono i casi nei quali si accontenta del 50% di essa…
    Per non parlare del fatto che per la mediazione non è previsto il gratuito patrocinio a spese dello stato… Cosa che si traduce in un punto di forza per chi ha i soldi per farsi assistere a proprie spese da un avvocato.
    In ogni caso, ho letto bene il decreto, gli avvocati hanno l’obbligo di informare il proprio cliente e di depositare un’informativa espressamente sottoscritta da questo.
    Pertanto, non mi preoccuperei della “cultura” della mediazione… ma lasciare i cittadini liberi di scegliere se aderirvi o meno, è più democratico che costringerli a farlo.
    E poi, credetemi, gli avvocati fanno già tanto per mediare tra le parti, non voglio difenderli, ma ormai solo i “vecchi principi del foro” evitano di trovare una conciliazione.

  5. Per Andrea:
    Il decreto legge, quando ne esistono i presupposti, ha forza e valore di legge. Dunque per tale atto non sussistono i problemi invece rilevati (pare) per il decreto legislativo (che invece si fonda sulla legge delega e ne è limitato).
    Del tutto diverso il discorso se invece l’incostituzionalità della mediazione derivasse ex se dal conflitto con una norma costituzionale.

  6. Per rispondere alla domanda: spero che il governo non faccia ricorso ad un decreto legge in quanto, secondo me, sarebbe “scorretto”. infatti riproprorre con decreto legge un atto che era illegittimo per eccesso di delega suonerebbe come un “non mi interessa la sentenza della corte” anche se poi è vero che formalmente con la conversione in legge la cosa sarebbe regolare.. diciamo che macherebbe di bon ton.

  7. mi chiedo come potrebbe configurarsi legittimo un decreto legge che il Governo dovrebbe adottare nella piena consapevolezza di non avere alcuna delega da parte del Parlamento e dunque nella piena consapevolezza di porre in essere una norma costituzionalmente illegittima

  8. Speriamo che sani tutto! È l’unico modo per far sì che i cittadini conoscano la mediazione!
    Molti tribunali avevano cominciato a prendere sul serio l’istituto emettendo sentenze a favore.. Sono rimasta molto sorpresa della decisione della Corte.
    Come funziona adesso? Gli avvocati smetteranno di informare gli assistiti dell’esistenza della mediazione? (Perché seppur facoltativa ancora esiste e sarebbe opportuno diffondere la cultura)
    Forse se diffusa e condivisa dagli operatori del diritto si potrebbe pensare di lasciarla volontaria, temo però che lo scenario reale sia molto lontano da questo…

  9. Difficile prevedere le mosse di questo e ancor di più dei prossimi governi. Credo che molto dipenderà dalle motivazioni che hanno sorretto la decisione del Giudice delle leggi. Tuttavia, cercando di ipotizzare le future scelte governative, potrebbe non essere peregrino affermare che la mediazione rimarrà uno strumento facoltativo, ma caldeggiato attraverso l’introduzione di una serie di incentivi – tutti ancora da studiare ed elaborare – di carattere prevalentemente processuale. Si pensi a quanto già avvenuto nel settore penalistico in tema di sconti di pena per i riti speciali. Mutatis mutandis potrebbero prevedersi condanne risarcotorie meno afflittive per la parte soccombente in un procedimento civile che abbia attivato la mediazione ante causam con eventuale proposta transattiva rifiutata da controparte.
    A mio sommesso avviso il successo della mediazione non dovrebbe derivare da una previsione di obbligatorietà de iure imperii, bensì da una reale convenienza del cittadino a fare ricorso a tale strumento.

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