Piovono reazioni sulla sentenza della Consulta che ha dichiarato inconstituzionale la mediazione civile obbligatoria per eccesso di delega da parte del governo.

E il turno di Maurizio De Tilla, presidente Oua: “La consulta dà ragione all’Oua e agli ordini e alle associazioni forensi: l’obbligatorietà della mediazione è incostituzionale per eccesso di delega. Si blocca così il processo di privatizzazione della giustizia civile. Ora la battaglia continua contro l’aumento dei costi per i cittadini, l’eliminazione del filtro in appello e il taglio di oltre 1000 uffici giudiziari. Il ministro Severino deve tener conto di questa decisione e di tutte queste nostre proposte e approfondire il dialogo con gli avvocati che deve essere aperto e a tutto campo. L’avvocatura ha sempre ragione quando invoca il rispetto della Costituzione. Basta con le ricette sbagliate, è giunto il momento delle vere riforme per ridurre i tempi dei processi e rendere efficiente la macchina giudiziaria”

Di seguito il comunicato stampa integrale rilasciato dall’Oua.


È di poche ore fa la notizia dell’accoglimento da parte della Corte Costituzionale del ricorso presentato dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura-Oua e da diversi Ordini e associazioni forensi contro la media conciliazione obbligatoria.

Per il presidente dell’organismo di rappresentanza politica degli avvocati, Maurizio de Tilla, in prima linea in questa battaglia, «questa è una bella giornata, all’indomani di una grande manifestazione che ha visto sfilare molte migliaia di avvocati per le vie di Roma, che chiedevano a gran voce di modificare un sistema fallimentare nei risultati (oltretutto con uno scarso gradimento tra i cittadini) e incostituzionale. I fatti, ora, ci danno ragione su tutta la linea, come si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Consulta che “ha dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione”».

«L’obbligatorietà e i costi alti – continua il presidente Oua – costituivano un meccanismo perverso che, oltre che limitare l’accesso alla giustizia, avviava un processo di privatizzazione di un diritto sancito dalla nostra Costituzione. La media-conciliazione obbligatoria è figlia di diverse forzature nel suo iter di approvazione e dell’assoluta indifferenza ai richiami delle Commissioni Parlamentari che chiedevano decise e forti correzioni. Ma anche di una concezione sbagliata dei sistemi extragiudiziali di risoluzione delle controversie, unica nel panorama europeo, partorita nelle stanze del ministero di Giustizia del precedente Esecutivo, senza la necessaria consultazione con l’avvocatura. Questa sistema ha solo alimentato un mercato “drogato” di scuole di formazione per mediatori e di società di conciliazione nate ad hoc, senza i dovuti criteri di qualità. Tutti aspetti che abbiamo denunciato più volte, spesso senza la dovuta attenzione dei mezzi di comunicazione».

«Ora è giunto il momento di approfondire il confronto – conclude de Tilla – e di puntare davvero su sistemi moderni di soluzione alternative alle controversie, con criteri di qualità e rigore e senza dissimulate privatizzazioni dei diritti. Non solo: il ministro Severino deve tener conto di questa decisione e avviare un dialogo aperto e a tutto campo sulle proposte dell’avvocatura, che ha sempre ragione quando invoca il rispetto della Costituzione. Anche, in questa occasione prendiamo un impegno ulteriore come Oua: la battaglia continua contro l’aumento dei costi per i cittadini, per l’eliminazione del filtro in appello e il taglio di oltre 1000 uffici giudiziari. Basta con le ricette sbagliate, è giunto il momento delle vere riforme per ridurre i tempi dei processi e rendere efficiente la macchina giudiziaria».


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6 COMMENTI

  1. Perchè mai il Sig. Marco Ambrogiani sarebbe in lutto? Ci sono purtroppo situazioni più tristi che richiamano quel termine. Alla fine dei conti la mediaconciliazione esiste ancora. Chi ritiene di servirsi di questo “eccellente” istituto può farlo ancora. Tutta questa tragedia io non la vedo proprio. Che esageriati questi mediatori che miravano a campare con l’obolo obbligatorio che il cittadino era costretto a sborsargli perentoriamente prima di poter accedere alla Giustizia garantita costituzionalmente. E ciò grazie ad un corso di 50 ore ed a un machiavellico sistema retto dall’illegale catena di Sant’Antonio: in altre parole Organismi di mediazione facenti capo ad S.P.A. ed S.R.L. strutturati piramidalmente dove i soldi vengono diretti dalla base al vertice, ovvero alla struttura madre che spesso fa capo a “mogli” o parenti di politici. Miracoli italiani! Che vergogna questo Paese…. si è ridotto a fare business su tutto….anche sui diritti dei cittadini…

  2. rispondo alla sig.ra/Avv? Adele

    Quando anche Lei lavorerà gratuitamente lo comunichi alla consulta, al Ministero e a tutte le ADR.

  3. Caro Marco,
    Condivido il Tuo pensiero!
    Ti do del tu perché credo che sia giunto il momento che tutti quello che credono nella mediazione si uniscano e facciano sentire la loro voce, aprendo gli occhi e il cuore direttamente ai cittadini!

  4. È stato solo sancita la non obbligatorieta non la abolizione dell’istituto. Sarà facoltativa e magari gratuita allora si che sarà un istituto che costituisce in valido strumento per uno sviluppo civile e sociale

  5. Sig. Ambrogiani, condoglianze!
    Meglio che stia lei in lutto e non milioni di cittadini e l’intera Giustizia ( si badi, lo scrivo ancora con la G maiuscola)!

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