Esiste, ed è serio e fondato il ”rischio dell’emersione di ulteriori aumenti impositivi generati dallo stesso ddl Stabilita’. E’ il caso, in particolare di inasprimenti (Imu, tariffe) che le amministrazioni locali potrebbero deliberare per compensare gli ulteriori tagli di spesa o i nuovi aggravi derivanti dal ddl”.

A lanciare l’allarme, il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, in audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sul ddl Stabilita’.

La Corte non boccia il provvedimento, ma neanche lo approva in pieno. Si limita piuttosto a segnalare il rischio di ”un deterioramento della tax compliance sia in conseguenza del depotenziamento del contrasto d’interessi prodotto dai tagli a detrazioni e deduzioni di spese in settori ad elevato rischio di evasione, sia per le ricadute negative che la deroga ai principi dello Statuto del contribuente potrebbe produrre sulla trasparenza e sulla lealta’ nel rapporto fisco-contribuente”.


Dal comunicato stampa della Corte, emerge un accoglimento favorevole del disegno di legge di stabilità, portatore di una politica di bilancio “nuovamente orientata, dopo anni, verso l’alleggerimento del carico fiscale”. Una inversione di segno da apprezzare positivamente, ad avviso della Corte, anche perché muove in direzione di un minor peso della tassazione sui redditi rispetto a quella sugli scambi.

Parole di particolare elogio sono riservate allo sgravio fiscale che andrebbe ad incidere sulle famiglie che, nell’ultimo quinquennio, hanno visto ridursi il proprio potere di acquisto di oltre il 5 per cento.

Tuttavia la Corte sottolinea, come il giudizio favorevole debba essere temperato se si guarda agli effetti redistributivi ed ad alcune incoerenze degli interventi proposti. 

Le incertezze sull’articolazione dei tagli a deduzioni e detrazioni fiscali non consentono, peraltro, di misurarne puntualmente le implicazioni sull’assetto complessivo dell’Irpef”, si legge nella nota stampa.

Con il Pil in discesa, gli obiettivi di contenimento della spesa pubblica diventano sempre più impegnativi richiedendo tagli crescenti per tutte le amministrazioni pubbliche” – continua l’organo contabile della giustizia amministrativa. In particolare l’accelerazione dei tagli sarebbe particolarmente rilevante per le amministrazioni locali e per la spesa sanitaria: nel confronto con il DEF dell’aprile 2012 i tagli richiesti raggiungono i 10 miliardi nel 2014. “Una restrizione che potrebbe indurre le amministrazioni locali a ricorrere alla leva fiscale per rispettare gli obiettivi assegnati”, conclude la Corte.

Leggi il testo integrale dell’Audizione del Presidente della Corte dei conti Luigi Giampaolino presso le Commissioni Bilancio riunite della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica


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