Ancora poche ore di attesa, e finalmente la Corte costituzionale si pronuncerà sulla mediazione civile obbligatoria. La “vexata quaestio” che ha accapigliato per mesi sostenitori e detrattori, sui possibili effetti che la sua istituzione potrebbe produrre.

La Consulta dirà la sua parola definitiva sulla costituzionalità della mediazione, soggetta a un batti e ribatti tra istituzioni che ne ha minato fino a oggi l’entrata in vigore ufficiale.

A “convocare” l’intervento della Corte costituzionale, già il 12 aprile 2011, era stato il Tar del Lazio, in seguito sia al ricorso presentato congiuntamente da Oua e Camere civili, che dall’ordinanza del Giudice di pace di Catanzaro, datata primo settembre dello stesso anno.


Di fronte a questo bailamme di dichiarazioni, procedimenti e prese di posizione, la patata bollente è dunque tutta nelle mani della Consulta, che dovrà sancire, una volta per tutte, se e in che termini il tentativo obbligatorio alla mediazione costituisca una possibile violazione delle garanzie giudiziali inserite nella Carta fondamentale.  A svolgere il ruolo di relatore della causa sarà il giudice Alessandro Criscuolo, già membro della Cassazione.

A parere degli organismi che hanno contestato la legittimità dell’istituto, la mediazione obbligatoria contravverrebbe il decreto legislativo 28/2010, travalicando, peraltro, il recinto stabilito dalla legge delega 69/2009 e precludendo di fatto l’accesso diretto al sistema di giustizia.

A questo proposito, Leggioggi.it si è occupato della tematica, sottoponendo la questione a professionisti ed esperti del settore. Tra questi, il presidente dell’Unione Avvocati del Triveneto, Antonio Francesco Rosa, che ha sostenuto con forza come “La mediazione obbligatoria è un controsenso letterale e logico.  Le parti devono avere la volontà di voler seguire questa strada. Così come concepita – ha aggiunto Rosa– la mediazione si traduce in un aggravio dei costi e sotto questo profilo funziona come deterrente per il cittadino“.

Risponde così l’Apm, sostenendo che la mediazione civile  “è l’unico modo per riportare gli investitori nel nostro Paese e garantire a tutti una giustizia realmente efficiente” di fronte all’accumulo di arretrato, soprattutto in appello, e le ristrettezze nelle disponibilità di finanze pubbliche.

Intanto, il mondo forense è in grande fermento. In contemporanea al pronunciamento definitivo della Corte costituzionale, si svolgerà una manifestazione promossa dall‘Ordine di Napoli, in vista del Consiglio nazionale forense previsto a Bari dal 22 al 24 novembre.


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