Dopo tre ore di riunione, il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri le nuove misure sulla semplificazione a vantaggio dei cittadini e delle imprese. Le semplificazioni bis deliberate riguardano lavoro e previdenza, infrastrutture, beni culturali, edilizia, privacy, ambiente agricoltura. Questo è il secondo provvedimento nell’ambito della semplificazione: succede infatti al decreto legge 5/2012, il più noto Semplifica Italia.

“E’ un importantissimo proseguimento dell’opera fatta in passato – dichiara il premier Monti – e prevede una semplificazione sia per i cittadini che per le imprese”. Il premier ha poi proseguito “confidiamo che questo ddl possa avere un percorso parlamentare spedito”; dunque un ddl e non un decreto legge come avrebbero preferito le aziende.

Questo comporta che al testo non sia riservato l’iter più veloce in Parlamento, anche se da parte del governo c’è soddisfazione a riguardo, come dice Patroni Griffi, il ministro della Pubblica amministrazione; “crea le condizioni ordinamentali di contesto perché possa meglio esplicarsi l’attività economica delle imprese e perché possa essere un po’ più semplice in alcuni passaggi burocratici la vita dei cittadini”.


Anche il ministro per lo Sviluppo, Corrado Passera, al termine del Cdm, ha voluto rilasciare delle dichiarazioni sul Durc (il Documento Unico di Regolarità Contributiva): “viene preso atto anche che un’azienda ha un credito (nei confronti dell’erario) e lo può compensare”.

E’ stato Monti, tuttavia, a fare la parte del mattatore nelle dichiarazioni, “oggi viene presentata la strategia energetica nazionale – ha detto – sono 15 anni, dal 1988, che non si faceva”. “L’Italia – ha chiarito il premier – cerca di darsi una strategia complessiva energetica e siccome si tratta di un argomento di grande importanza per cittadini, imprese e ambiente, su questo il governo ha deciso di avviare una grande consultazione. Quindi oggi non é stata adottata una decisione, ma un disegno strategico che sarà oggetto di consultazioni pubbliche al termine delle quali il governo trarrà delle conclusioni”.

Il ddl prende la dicitura di semplificazioni bis perché è pensato nell’ottica di semplificare, appunto, la vita del cittadino. Alcuni dei provvedimenti diretti a questo fine sono il cambio di residenza e dichiarazione per la tassa dei rifiuti nello stesso contesto: l’obiettivo è quello di sollevare il cittadino da perdite di tempo dovute a file e lentezze burocratiche.

C’è di più, questi provvedimenti si prefiggono di ridurre anche l’evasione tributaria accorpando procedimenti che favoriscono un maggior controllo individuale. In ambito universitario sarà possibile, su richiesta, avere le certificazioni dei titolo di studio anche in inglese.

Dunque, più sicurezza e meno procedure burocratiche, questa la sintesi del primo punto del ddl che facilita alcuni adempimenti formali in ambito di sicurezza sul lavoro, senza toccare, sostiene palazzo Chigi “gli aspetti sostanziali della disciplina, la cui effettività viene anzi rafforzata”. Si punta su modelli standard e procedure semplificate (elaborate in base al confronto con Regioni e parti sociali) oltre al prolungamento dei termini di apertura delle dogane per semplificare la risoluzione delle pratiche import/export.

Sarà, dunque, più semplice per le aziende adempiere agli obblighi sostanziali e in questo modo verrà agevolato anche il controllo da parte degli organi di vigilanza e la partecipazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze. Questo provvedimento permetterà di incidere in modo palese sui costi dei cittadini che sono stimati in 3,7 miliardi e i risparmi potranno essere quantificati in sede attuativa. “Riducendo gli adempimenti formali si liberano risorse per la tutela effettiva della sicurezza”, spiega la nota di palazzo Chigi.

Non sono solo i cittadini i beneficiari del ddl ma anche il settore dell’edilizia presenta importanti interventi, nella fattispecie sul permesso di costruire si prevede la certezza dei tempi di conclusione del procedimento. E’ stato abolito il silenzio rifiuto contemplato per il rilascio del permesso di costruire nelle eventualità in cui ci siano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali; il provvedimento dovrà essere sempre dichiarato in base ai principi stabiliti dalla legge 241/1990.

In caso di autorizzazione paesaggistica, per garantire la certezza dei tempi di conclusione del procedimento, si stabilisce l’obbligo dell’amministrazione competente, una volta decorso il termine, ridotto a 45 giorni per l’espressione del parere da parte del soprintendente, di provvedere sulla domanda di autorizzazione. Per quanto concerne la tutela dell’ambiente è previsto un dispositivo di norme erogate dal ministero dell’Ambiente per semplificare vari procedimenti nel rispetto degli standard comunitari con l’obiettivo di accelerare le tempistiche preservando i livelli di tutela.

Nel provvedimento è saltato lo sconto (del 2%) sul tasso d’interesse per il pagamento dilazionato dei crediti contributivi dell’Inps da parte delle imprese. Il ddl contiene misure su lavoro, cittadini, ambiente ed edilizia.


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