Intervistata da SkyTg24, il Ministro del lavoro Elsa Fornero è intervenuta a più riprese sulla riforma delle pensioni e sulla spinosa questione degli esodati. Nel confermare che il prossimo Consiglio dei Ministri sarà tenuto martedì 16 ottobre e che a causa di esso potrebbe ritardare l’incontro previsto in questione, il Ministro ha comunque assicurato che la platea complessiva dei soggetti che verranno salvaguardati sarà oggetto di un ulteriore ampliamento: “Per quanto riguarda gli esodati il Governo ha cominciato a considerare salvaguardie che hanno interessato finora 120.000 persone alle quali se ne possono aggiungere altre circa 10.000 per effetto della finestra mobile introdotta dal Ministro Sacconi. Ora circa 130.000 hanno la salvaguardia”.

Fornero è poi intervenuta sulle tempistiche, oggetto di preoccupazione quotidiana per decine di migliaia di lavoratori esodati (e delle loro famiglie): “molti di loro ancora non hanno ricevuto la notifica e quindi molti magari non sanno di essere stati salvaguardati. Si tratta di individuare non categorie, ma persone con nome e cognome. Ora è in corso di attuazione il primo decreto su 65.000 persone. L’Inps sta verificando i requisiti e se tutto sarà a posto manderà le lettere”. Precisando che “vogliamo dare certezza a chi poteva andare in pensione nel 2013 e 2014. Sono le salvaguardie che ci sembrano più urgenti e dovrebbero essere 120.000”. Ad ogni modo, ha continuato il Ministro, “sono disponibile ad andare a cercare tutte le persone non ricomprese in questi elenchi. Su quelli che vanno in pensione dopo c’é da discutere. Ma non si torna indietro sulla riforma delle pensioni”.

Relativamente a questo ultimo punto, Fornero ha anche espresso giudizio negativo riguardo alla proposta dell’ex Ministro del lavoro ai tempi del secondo Governo Prodi, Cesare Damiano, che nei giorni scorsi ha parlato di un possibile accordo con l’esecutivo per risolvere definitivamente il “caso esodati” in sede di Legge di Stabilità 2013: “Non boccio o promuovo l’ipotesi Damiano ma è una  controriforma. Il Paese non può permettersi una controriforma, sarebbe tornare su un sentiero di insostenibilità finanziaria. Dopo di che Parlamento è sovrano”.


Intervenuta al convegno annuale di Assoreti a Torino, il Ministro Fornero ha anche bocciato l’ipotesi (con riferimento all’emendamento al c.d. Decreto Sanità che consentirebbe una deroga alla riforma pensionistica per i lavoratori della sanità) che la riforma delle pensioni possa prevedere eccezioni per intere categorie di lavoratori, eventualità che condurrebbe su una china pericolosa e minerebbe le basi della sostenibilità finanziaria di lungo periodo della riforma stessa: “Non credo che sia opportuno ora cominciare con riservare le vecchie regole ad alcune categorie di lavoratori, significherebbe innescare una rincorsa perché una volta che si inizia con una categoria non si vede perché un’altra categoria non possa accedere a requisiti più favorevoli”. Concludendo che “Il Governo ha già detto che è contrario e io lo ribadisco. Non ci sono fratelli maggiori e fratelli minori. Questa riforma pensionistica vale per tutti”.


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  1. Bastava redistribuire in modo EQUO i 9 MILIARDI E 100 MILIONI tra tutti gli esodati (2013-2019).
    Dando infatti 1500 € / mese ad ogni persona si sarebbero spesi nei 6 anni circa 13 Miliardi.
    Infine, bastava che ogni esodato, mandava all’INPS una raccomanda della propria situazione, oggi si avrebbero i numeri certi anno per anno e si sarebbe potuto far fronte a questo gravissimo disastro umano-sociale con EQUITA’ e non ponendo paletti ( 1 solo contributo e non aver mai svolto attività lavorativa) ai vari DDL presentati, che hanno dato illusioni a milioni di lavoratori.

    – Io sono uno delle tante persone ONESTE che pur di non fare un lavoro per un mese a nero, mi sono fatto assicurare perchè le regole per me vanno rispettate.
    Come al solito invece, migliaia di persone, che nel frattempo si saranno dedicate a lavorare in nero, saranno da Lei premiate.

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