Le primarie del Pd, o del centro sinistra per i puristi, sono come, e forse peggio, di Beautiful, la fiction pluriventennale che ammorba i pomeriggi di giovani, ma soprattutto meno giovani, praticamente ogni giorno. Eccetto Matteo Renzi, volto nuovo (?) del partito, i protagonisti sono già noti, arci noti, e arci stufi, anche se in realtà lo siamo più noi di loro. Dopo i bisticci fra primo e secondo della classe, Bersani e Renzi, è toccato a Vendola fare la sua discesa in campo, non priva di bon ton e premure nei confronti del Sindaco di Firenze, definito “gentilmente” da rottamare.

Dello stesso Vendola ha fatto poi discutere lo slogan per la campagna politica “Il massacro della Diaz o Vendola”, frase facilmente catalogabile sotto la dicitura cattivo gusto, bisognerebbe evitare di strumentalizzare episodi tragici come la Diaz, bisogna avere rispetto per la bistrattata memoria storica del Paese e per le sue vittime soprattutto. La campagna elettorale si sta evidentemente accendendo e sono cominciati anche quei colpi bassi per cui i politici italiani sono tristemente famosi più di altri, indipendentemente dallo schieramento da cui essi provengano, è un male trasversale.

Oggi torna ad essere il turno di Renzi, inutile dire che è il personaggio del momento nella sinistra e che molti farebbero di tutto per ricevere un po’ della sua luce riflessa, anche mediante polemiche sterili, chiedere a Massimo D’Alema. Il baffo d’acciaio pare che si sia lasciato andare a considerazioni non troppo tenere nei riguardi del giovane candidato “Renzi ha sbagliato e continua a sbagliare. Si farà del male.” oppure “La settimana scorsa Renzi è andato a Sulmona, in jet privato da Ciampino, poi una Mercedes”. Come detto, si astengano i gentleman e tutti i colpi sotto la cintola.


Le dichiarazioni di D’Alema sono state prontamente smentite dal suo portavoce che ha ritenuto le dichiarazioni raccolte dal giornalista de La Stampa, Federico Geremicca, totalmente inventate e mai pronunciate dal presidente del Copasir, nemmeno in ambienti confidenziali. Nonostante la smentita celere, il Sindaco di Firenze ha sentito di dover rispondere al “compagno” D’Alema, a dimostrazione che forse tutto questo buon sangue non corre realmente fra i due, “Ha detto che mi farò male.” – ha dichiarato Renzi – “E’ un linguaggio intimidatorio che non mi piace e che non mi aspettavo dal presidente del Copasir”.

 “Il rottamatore” Renzi non si è poi fatto sfuggire l’occasione per chiarire l’uso del jet privato invece che del tanto sbandierato camper, simbolo della sua campagna elettorale, “D’Alema ha detto che a Sulmona la settimana scorsa ci sono arrivato in jet privato e sono salito in camper solo alle porte della città? Sì, è vero, l’ho fatto per andare al funerale di Pier Luigi Vigna che è un pezzo di storia di Firenze, e non avevo altra possibilità che fare 40 minuti di volo, ma me lo sono pagato di tasca mia. In camper ci vado per incontrare la gente”.

Come dice il proverbio, però, il veleno sta nella coda; non fossero bastate, infatti, le risposte alle presunte dichiarazioni dell’ex premier, Renzi ha voluto puntualizzare un ultimo concetto “I gerarchi del Pd non sono riusciti a intervenire su conflitto di interessi, ambiente, asili: non possono criticarmi. Se D’Alema si ricandida non fa un buon servizio a Bersani. La sua occasione per cambiare il Paese l’ha avuta. Se vinco le primarie a questi signori dico grazie e arrivederci”. I senatori del PD sono avvertiti.

 


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