E’ stato pubblicato nella Gazzetta del 3 ottobre, il testo del ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, depositato in Corte Costituzionale lo scorso 26 settembre, promosso dal Presidente della Repubblica nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Palermo.

Il conflitto é stato ritenuto ammissibile dalla Corte, con ordinanza n. 218/2012, pubblicata nella Gazzetta del 26 settembre.

In buona sostanza, il Presidente della Repubblica denuncia la violazione del principio secondo cui egli “non é responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione”.


Ciò posto, sussisterebbero, secondo Napolitano, “precisi elementi oggettivi di prova del non corretto uso del potere giurisdizionale”.

In particolare, “non corretto uso del potere giurisdizionale” é stato “aver registrato le intercettazioni nelle quali casualmente e indirettamente era coinvolto il Presidente della Repubblica, unitamente alle circostanze (pacifiche e non contestate) che il testo delle telefonate é agli atti del processo e che ne é stata addirittura valutata l'(ir)rilevanza e, soprattutto, che si ipotizza lo svolgimento di un’udienza secondo le modalità indicate dall’art. 268 c.p.p. (trascrizione integrale delle intercettazioni, previa valutazione dell’irrilevanza; facoltà dei difensori di estrarne copia e udienza c.d. stralcio; autorizzazione del G.I.P. sentite le parti) per ottenerne l’acquisizione o la distruzione: procedimento che perché produrrebbe un grave «vulnus» alle prerogative del Presidente della Repubblica, operando senza tenere di esse alcun conto e alterando in concreto e in modo definitivo la consistenza dell’assetto dei poteri previsti dalla Costituzione“.

Viene in conseguenza richiesto alla Corte di “dichiarare che non spetta alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Palermo omettere l’immediata distruzione delle intercettazioni telefoniche casuali del Presidente della Repubblica, né che spetta ad essa valutarne la (ir)rilevanza offrendole all’udienza stralcio di cui all’art. 268 cod. proc. pen.”.
L’udienza è stata già fissata per il 4 dicembre 2012.

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Il testo integrale del ricorso per conflitto di attribuzione Napolitano / PM Palermo


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1 COOMENTO

  1. LA TRASPARENZA
    Com’è possibile che un Capo di Stato abbia dei segreti ?! Napolitano non si può nascondere dietro le sue -ancorché legittime- prerogative. Questo perché i cittadini hanno diritto di conoscere non solo l’aspetto esteriore (il più delle volte artefatto) dei propri rappresentanti politici, ma anche quello più vero che si coglie soltanto “intercettando”.
    Deughis

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