Si stringono i tempi per il ddl anticorruzione, che arriverà in aula entro mercoledì. Lo ha confermato il ministro della Giustizia Paola Severino, dopo aver presentato anche tre nuovi emendamenti al testo proprio in queste ore al vaglio delle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia del Senato. Il testo risponde al nome di “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” e viene catalogato da palazzo Madama come l‘atto 2156-B.

Dunque, si stringono i tempi per l’esame delle assemblee parlamentari al provvedimento più atteso, dopo la successione di scandali che negli ultimi tempi hanno colpito sia i partiti più longevi – come la Lega Nord – che le Regioni, come Sicilia e Lazio.

Il testo anticorruzione atteso in Parlamento, prende le mosse dalla proposta dell’ex ministro Angelino Alfano, assorbendo altre proposte di legge su tematiche come contributi pubblici, gare d’appalto, ineleggibilità dei parlamentari (che dovrebbe essere prevista per i condannati in via definitiva) e incompatibilità di cariche, reati contro la pubblica amministrazione, avvocati o magistrati.


E proprio ai pm è dedicato uno degli ultimi emendamenti al ddl anticorruzione presentati in prima persona dal Guardasigilli. Questi, vanno a ritoccare alcuni argomenti specifici, come, appunto, le modifiche relative al fuori ruolo dei magistrati, il traffico di influenze e la corruzione tra privati.

Sul primo punto, la Severino suggerisce che il limite della durata del collocamento fuori ruolo dei magistrati venga dilatato a 10 anni, anche consecutivi, termine retroattivo per gli incarichi già assegnati all’entrata in vigore eventuale della legge, che, sempre a detta della Severino, dovrebbe avvenire a brevissima scadenza.

La disposizione proposta dalla Severino, va letta in senso non ostativo alla crescita di carriera accumulata con precedenti attività e sancisce un limite perentorio: scaduti i dieci anni, il pm avrà sei mesi di tempo per rientrare in ruolo.

Storia diversa per chi ricopre cariche elettive dalle Camere agli organi comunitari, o le sedi diplomatiche: per loro,il limite dei 10 anni non sarà valido. Una volta approvata la legge, le nuove norme sui magistrati fuori ruolo saranno effettive nell’arco di tre mesi, ha poi assicurato il ministro.

Sul traffico di influenze illecite, invece, il ministro invita a inserire in giurisprudenza la formula dell’ “atto contrario ai doveri d’ufficio o all’omissione o al ritardo di un atto del suo ufficio”, con punizione da uno a tre anni per chi contravverà ai suoi doveri.

Infine, sulla corruzione tra privati, Severino chiede un parere positivo sulla previsione di procedibilità a querela della persona offesa. Unica eccezione, quando cioè si dovrà procedere d’ufficio, sarà quella della distorsione della concorrenza nell’acquisizione di beni o servizi.

Soddisfatti i capigruppo delle forze politiche, che si apprestano a votare il provvedimento. Il Pd ha addirittura ritirato i suoi emendamenti, esprimendo forte gradimento, tramite la portavoce Anna Finocchiaro, alle correzioni suggerite dalla Severino. “Gli emendamenti presentati dal governo al ddl anti-corruzione ci sembrano una buona mediazione. Bene ha fatto il presidente della commissione Berselli ad accettare la richiesta, che veniva da più gruppi, di accelerare i tempi dei lavori di commissione”.


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