La riforma del condominio naviga a vele spiegate verso l’approvazione definitiva. Dopo l’approvazione della settimana scorsa alla Camera, dove l’aula si  espressa in forma quasi unanime sulla nuova legge, ora anche il Senato è pronto a dare l’ultimo sì, quello decisivo, che farà entrare in vigore le nuove norme sulla convivenza in condominio.

La Commissione Giustizia di palazzo Madama ha infatti decretato per la riforma un giudizio in sede deliberante: ciò, potrebbe significare che al testo verrà risparmiato il passaggio in aula, consentendo un’approvazione-flash dopo le tante modifiche dell’ultimo passaggio a Montecitorio.

Le uniche possibilità che il testo venga sottoposto all’esame dell’assemblea dei senatori, a questo punto, prevedono l’arrivo di esplicita richiesta dal governo o da alcuni rappresentanti dei gruppi in emiciclo: ipotesi, al momento, alquanto improbabili, stante l’agenda fitta del Parlamento.


Le ultime, corpose modifiche, sono dunque quelle arrivate nell’ultima revisione alla Camera, dove sono state disposte nuove norme sulla detenzione di animali in appartamento, sulla carica degli amministratori, o sulla trasparenza.

Tra le norme, come dicevamo, molto attese erano quelle sugli animali, che per la prima volta vengono sciolti da ogni vincolo o divieto: tutti i regolamenti che hanno adottato misure restrittive nei loro confronti, andranno aggiornati e, le eventuali restrizioni specifiche, annullate. Nella nuova riforma del condominio, infatti, viene eliminato qualsiasi divieto alla detenzione di animali domestici in appartamento.

Inoltre, è stata disposto l’obbligo, per il condominio, di istituire un sito web della struttura, dove i residenti possano trovare documenti contabili e resoconti delle assemblee, affinché il governo dell’edificio di comune convivenza possa essere svolto in nome della massima trasparenza e con gli strumenti che, in questo senso, la tecnologia mette a disposizione.

Quindi, passando agli amministratori, il loro ufficio viene prorogato a due anni invece che uno soltanto, anche se, alla Camera, è stato eliminato l’obbligo, per ricoprire questa carica, di iscriversi all’apposito registro.

La validità delle delibere assembleari assume valore legale dal momento in cui in riunione sia presente almeno un terzo dei condòmini, e quando almeno la metà più uno si sia espressa a favore per la decisione discussa.

Infine, una novità molto importante, che riflette lo stato di molte strutture a residenza plurima nelle nostre città, è che non potranno essere indette assemblee nei giorni festivi, non solo quelli concernenti il calendario seguito dalla religione cristiana, ma per tutte le confessioni riconosciute dallo Stato italiano.

Queste norme dovrebbero rimanere indenni al passaggio al Senato se, come le premesse paiono intendere, questo sarà così rapido come annunciato. Quasi una conclusione ironica, insomma, per una riforma attesa da circa 70 anni.

 Leggi il testo definitivo della riforma condominio


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2 COMMENTI

  1. […] non appena passata al vaglio delle Commissioni del Senato, ha ottenuto la concessione della sede deliberante, anticipando in questo modo un via libera che dovrebbe avvenire senza intoppi […]

  2. a proposito dell’eliminazione delle barriere archichettoniche (obbligatorie)
    abito in un edificio di 100 anni privo di ascensore la scala è molto ampia e di ascensori ce ne stanno anche 2 ma nella casa di 25 app. 15 sono di propietà di una persona che abita in villa e non vuole spendere la casa ha 5 piani. A MIO AVVISO L’INSTALLAZ. DOVREBBE ESSERE OBBLIGATORIA Anche se ci sono propietari interessati solo all’affito. FACCIAMOLA SUL SERIO QUESTA RIFORMA.

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