La sanatoria 2012 è arrivata al giro di boa. Da oggi, infatti, siamo entrati nella seconda fase della finestra di 30 giorni prevista dal governo, aperta lo scorso 15 settembre e in vigore fino a lunedì 15 ottobre, per mettere in regola i lavoratori immigrati presenti illegalmente sul territorio italiano.

Le domande di emersione inoltrate al database del Ministero dell’Interno ammontano a oltre 41mila unità e, come confermato dal responsabile del Viminale Anna Maria Cancellieri, la stragrande maggioranza – 36mila – relative a lavoratori occupati nell’assistenza a persone o collaboratori famigliari.

Insomma, fate largo alle colf e alle badanti, un fenomeno in crescita costante nel nostro Paese, stante l’invecchiamento della popolazione e il bisogno di assistenza agli anziani sempre in crescita. Non stupisce,a  questo proposito, come le fetta più sostanziosa di domande di emersione sia arrivata al Ministero proprio da parte dei privati.


Tra le province, guida la classifica delle richieste di regolarizzazione naturalmente Milano, con 6mila domande totali, di cui 5mila tra i collaboratori domestici. Seguono a ruota Roma e Napoli, rispettivamente con 4244 e 3846 moduli spediti. Tra i non capoluoghi regionali, spiccano, nella top five, le presenze di Brescia e Bergamo, centro che calamita regolarmente numerosissimi extracomunitari.

Stupisce il dato di Firenze, che non brilla nella graduatoria delle domande di emersione dal lavoro nero: soltanto 725 i moduli pervenuti al Viminale dal capoluogo toscano, con la “vicina” Prato che si blocca a “sole” 236 richieste.

Anche le domande inoltrate dalle regioni del sud non ingranano la quinta: le richieste di regolarizzazione per lavoratori clandestini superano a fatica le 1000 a Salerno, con Caserta ferma a 768. Fanalini di coda delle province italiane, per numero di adesioni alla sanatoria 2012, sono i territori di Enna, Oristano (7 domande entrambe) e Isernia (ferma a 4).

In totale, le nazionalità già “iscritte” alla sanatoria varata dal governo Monti, sono 114, con forte predominanza degli immigrati provenienti dal Bangladesh, per i quali sono state inoltrate 5725 richieste di emersione. Seguono, a poca distanza i lavoratori arrivati in Italia dal Marocco (5416 domande) e India (5176).

Numeri importanti anche per gli extracomunitari arrivati da Cina e Ucraina, entrambe con oltre 3300 moduli. Seguono, via via tutti gli altri passaporti, dal Pakistan alla Tunisia,  dall’Albania alle Filippine fino alle 7 domande inoltrate per regolarizzare sette lavoratori in nero provenienti dagli Stati Uniti d’America.

Fino a oggi, il picco delle domande lo si è registrato il giorno dell’apertura della sanatoria, quando si sono sfiorate le 6mila richieste in 24 ore. Da lì, il flusso è rimasto costante nei giorni feriali, con circa 3mila domande al giorno, e più moderato nel weekend, con meno di 2mila moduli inviati. Di questo passo, è possibile che, al 15 ottobre, gli stranieri regolarizzati per mezzo della sanatoria del governo Monti, arrivino a quota 70mila in tutto il Paese.

Per accedere alla sanatoria 2012, è necessario che il lavoratore sia in Italia da prima del 31 dicembre 2011 e che presti la sua manodopera continuativamente nell’azienda che ne richiede l’emersione da almeno 3 mesi. Per dimostrare la residenza del clandestino in Italia, basterà presentare un qualsiasi certificato emesso da organo pubblico, incluso un referto medico.

Sul fronte economico, ai datori di lavoro viene richiesta una tantum di mille euro a lavoratore, più la copertura dei contributi mensili non corrisposti. A seconda che il lavoratore sia subordinato o domestico, sono stati diramati dal Ministero dell’Interno codici differenti da apporre al modello F24. 

Nel caso la domanda di emersione venisse accolta, poi, tutti i procedimenti di tipo amministrativo e penale a carico degli interessati saranno sospesi.

 


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