Il concorso a cattedre del ministro Profumo è ufficialmente partito, ieri con la pubblicazione del bando ufficiale da parte del Ministero dell’Istruzione sono state rese note le informazioni necessarie a iscrizione, titoli di accesso e modalità di svolgimento delle prove. Peccato però che l’italiano dei decreti, a meno che non si sia dei giuristi, resti per molti incomprensibile, quindi affinchè quel crogiuolo di commi e articoli non rimanga intraducibile come il sanscrito antico, forniamo qui una caisistica utile a decifrare chi è che ha la possibilità di iscriversi e chi invece risulta mancante dei requisiti necessari.

Alla luce di quanto asserito nel bando ufficiale del concorso chi ha conseguito la laurea entro l’anno accademico 2001 – 02 per lauree quadriennali, 2002/03 per lauree quinquennali per controllare la coerenza del proprio piano di studi e per verificarne la compatibilità con l’accesso alle classi di concorso deve consultare il dm 39/98. Il decreto è consultabile tramite il sito del Ministero dove è possibile effettuare la ricerca per titolo di studio o classe di concorso e si raccomanda di prestare particolare attenzione ai titoli di studio con validità temporale.

Per coloro che invece hanno un titolo di studio che non rientra nei parametri temporali indicati dal decreto le speranze di poter partecipare al concorso dipendono solo ed esclusivamente dall’art. 4 del del D.I. 460/98. L’articolo 4 recita “Fino a quando in una classe di concorso non vi sarà una sufficiente disponibilità di abilitati per un adeguato reclutamento, è ammessa la partecipazione al relativo concorso di candidati anche non abilitati. A tal fine se il numero di domande presentate per una classe di concorso a cattedre, per titoli ed esami, risulti inferiore al triplo rispetto alla previsione dei posti da conferire alle nomine nel periodo di vigenza delle graduatorie del concorso, i termini per la presentazione delle domande vengono riaperti ammettendo al concorso stesso anche gli aspiranti privi di abilitazione, purché in possesso di una laurea che consenta l’accesso all’abilitazione corrispondente”.


Sintetizzando qualora il numero delle domande non superi un quantitativo pari al triplo rispetto ai posti previsti in base al decreto del 12 settembre 2012, il Ministero dovrà prevedere la riapertura dei termini di presentazione delle domande.

Il personale Ata, sia esso precario o con un contratto a tempo indeterminato, ha facoltà di partecipare al concorso purché abbia le credenziali in regola a livello di titoli. La limitazione alla partecipazione al concorso coinvolge solo i docenti con incarico a tempo indeterminato alla data del 25 settembre 2012. Questo comporta che non solo gli ATA, ma chiunque sia assunto a tempo indeterminato in altro settore potrà partecipare, ma non i docenti già assunti a tempo indeterminato nelle scuole statali in altra classe di concorso.

Il personale docente coinvolto attualmente nelle procedure di esaminazione del Tfa, o che semplicemente è in attesa dell’attivazione dei Tfa speciali, qualora detenga i titoli per partecipare sarà libero di farlo senza alcun tipo di vincolo o restrizione.
E’ stata smentita l’indiscrezione uscita nei giorni scorsi secondo cui chi aveva sostenuto il concorso del ’99 senza superarlo non poteva prendere parte anche a questo; è stato appurato infatti che la mancata idoneità ad un precedente concorso non pregiudica la partecipazione ai successivi.

La possibilità di partecipazione al concorso è aperta anche a chi, in base al dm 354/98, con la Ssis, concorso ordinario o riservato, ha conseguito l’abilitazione a cascata; in queste circostanze ciò che fa fede è semplicemente il conseguimento dell’attestato di abilitazione. Discorso analogo vale per chi, non potendo partecipare alla propria classe di concorso causa esuarimento posti, potrà far valere la propria abilitazione conseguita a cascata su altre classi di concorso.

Possono inoltre partecipare anche tutti coloro che alla data di erogazione del bando di concorso non fanno parte delle graduatorie ad esaurimento, in quanto questo non è un discrimine rilevante per essere ammessi, solo l’abilitazione è il reale spartiacque fra chi può e non può partecipare, tenendo ovviamente in considerazione le debite (?) eccezioni.

Per quanto riguardo l’ambito dell’insegnamento tecnico, le classi di concorso appartenenti alla tabella C per intendersi, è stata abilitata al momento una sola classe concorsuale, la C430, per tutte le altre bisognerà usare canali diversi dal concorso.


6 COMMENTI

  1. …cari tutti il concorso ci sarà…evvabbè…!…il problema è studiare lo SCIBILE UMANO richiesto dai progammi……leggerli è già “profumo” di fallire….!…materie e numeri mai visti nel mio lungo percorso…..!…insegno da tempo su una CDC non menzionata dai nostri illustrissimi…….! colgo occasione x cercare collega x studiare A059…vivo in trentino aborgo valsugana….

  2. […] Cerchiamo di essere più chiari ancora se possibile, nelle ultime ore nella rete è dilagata la confusione generale, sono migliaia i docenti che si trovano a dover fare i conti con piani di studio vecchissimi, crediti formativi universitari, supplenze, graduatorie ed esperienze lavorative varie ed assortite per capire di quanti punti potranno beneficiare grazie ai titoli conseguiti. […]

  3. Ma allora io che ho conseguito la laurea specialistica in psicologia nel 2008 non posso partecipare al concorso? e nemmeno con il mio diploma di liceo linguistico?

  4. […] Il motivo di tanta indignazione del sindacato è riconducibile soprattutto all’esclusione, piuttosto massiccia a dire il vero, di docenti già di ruolo e neo laureati che aspirano alla carriera dell’insegnamento. Il Miur, dunque, dovrà recarsi in tribunale, almeno i suoi rappresentanti, per spiegare i criteri di redazione del bando concorsuale. […]

  5. Questo concorso e’ una porcata, fatto da perso persone incompetenti che sicuramente hanno interessi personal, i in quanto partiranno a breve una serie di corsi che si dovranno pagare a caro prezzo, probabilmente gestito dai sindacati che oggi fanno finta di essere contrarii al concorso.
    Una beffa perche’ i precari hanno aspettato 13 anni per potere avere una cattedra. Segnalo anche che i vari priovveditorati sopratutto in Sicilia sono in mano alle organizzazioni sindacali sempre presenti nelle varie convocazioni pronti a indirizzare i provveditori su cone si dovevano muovere vedi MIUR Palermo e CSA di Agrigento.

    mi auguro che si avvii una indagine seria presso tali uffici.

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