Nel giorno in cui il Miur ha pubblicato il bando per il primo concorso a cattedre dal 1999, il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo assesta un altro colpo all’ordinamento scolastico tradizionale. Questa volta, il deus ex machina del concorso per i nuovi prof prende di mira l’insegnamento della religione cattolica, che a suo avviso andrebbe “ripensato” insieme ad altre discipline.

Secondo Profumo, bisogna prendere atto dei mutamenti etnici e socio-culturali avvenuti negli ultimi decenni nella popolazione all’interno dei confini italiani. Uno stravolgimento di tale portata da ridisegnarne radicalmente il profilo, soprattutto nelle fasce di età più giovani, dove in molte scuole ormai gli alunni italiani e quelli stranieri si dividono equamente i banchi.

Ecco, dunque, che il ministro dell’Istruzione scaglia il suo nuovo sassolino: “Nelle scuole ci sono studenti che provengono da Paesi, culture, religioni diverse – osserva – e la scuola è più aperta, multietnica, capace di correlarsi al mondo di oggi. Ci vuole una revisione dei nostri programmi in questa direzione”. Una presa d’atto, insomma, che richiederebbe, nella visione del numero uno della scuola in Italia un aggiornamento radicale del sistema scolastico, proprio a partire dal concorso a cattedre appena indetto.


Il ministro racconta di essere stato testimone diretto, proprio in questi giorni, di una situazione sempre più frequente nella penisola: una classe dove il 50% degli alunni provengono da un altro Paese. Nel ricordare l’episodio, Profumo dichiara come il melting pot nelle scuole italiane produca effetti sorprendenti, proprio come quei ragazzi che hanno rivelato di “imparare la geografia dai loro compagni che raccontano dei loro Paesi”.

Infine, il ministro ha dato la sua ennesima benedizione al concorso ormai partito ufficialmente, sottolineando come “sia una grande opportunità e che le persone con grande saggezza parteciperanno, perché è data loro la possibilità, indipendentemente dalla loro posizione in graduatoria, di accelerare il loro percorso e di entrare in ruolo prima di altri”.

Con il maxi concorso per i docenti, ha concluso il ministro, si finirà per stabilizzare “persone in un momento così difficile: il fatto che il Ministero abbia messo in atto un processo di assunzione di circa 54 mila persone nell’arco di pochi anni è un segnale forte per la scuola e soprattutto per il Paese”.

Proprio in relazione al maxi concorso, è arrivata la prima reazione negativa sulla proposta di rivedere i programmi avanzata da Profumo: “Ci auguriamo che le dichiarazioni del ministro sull’ora di religione non siano un’arma di distrazione di massa, mentre è in arrivo il concorso», osserva Pierfelice Zazzera (Idv), vicepresidente della Commissione Cultura della Camera.


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1 COOMENTO

  1. ho due figli che frequentano la scuola superiore pubblica e le assicuro che il problema non è l’ora di religione nelle scuole…. è tutto il resto … maleducazione generale, insegnanti non preparati, dopo 15 giorni dall’inizio scolastico siamo ancora con l’orario provvisorio e già mancano gli insegnanti, alcuni leggono il giornale in classe … se vuole posso continuare …

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