Il 15 settembre è scoccata l’ora della sanatoria sugli immigrati presenti nel nostro paese in modo irregolare, un provvedimento necessario per normalizzare permessi di soggiorno e per tentare di arginare la piaga del lavoro in nero ma soprattutto dello sfruttamento di chi giunge in Italia con la speranza di rifarsi una vita. Intorno a questo provvedimento, tuttavia, ruotano situazioni collaterali dannose in cui, senza la giusta dose di informazioni, un immigrato rischia di mettere il proprio destino in mano a persone interessate solo all’estorsione di denaro “facile”.

E’ quanto riporta il corriere della sera secondo cui queste truffe ai danni degli immigrati clandestini sarebbero più frequenti di quel che si può immaginare; infatti quando la sanatoria ci fu nel 2009, una indagine dell’associazione Naga stimava che nel 27%  erano state riscontrate irregolarità. Dunque oltre una domanda su quattro era frutto di imbroglio il che significa, per una realtà come può essere Milano e il suo interland, 10.000 documenti truccati. Oltre a questi naturalmente va considerato il numero delle truffe vere e proprie, quelle destinate solo ad illudere l’immigrato che riponeva i soldi nelle mani di figure che non presentavano neppure la documentazione; si parla di un giro d’affari in grado di avvicinare almeno i 53 milioni di euro.

Il presidente del Naga, l’avvocato Pietro Massarotto sostiene che questo genere di mercato “è ben consolidato, gli strumenti legali per fermarlo sono scarsi, gli stessi soggetti che hanno fatto truffe in passato continuano a farle, e anche questa sanatoria si presta”. Secondo Riccardo Piacentini, responsabile del dipartimento immigrazione della Cgil, sono due gli elementi “fragili” del decreto “Primo, la sorte del lavoratore dipende completamente dal datore di lavoro.Secondo, il requisito della presenza almeno dal 31 dicembre 2011 crea discriminazioni e favorisce il mercato dei falsi” ed è questa possibilità che fornisce il destro ai truffatori.


“Il mio “padrone” non mi vuole regolarizzare” prosegue Piacentini “oppure mi chiede soldi per fare la domanda: a ogni assemblea ne abbiamo sentiti almeno tre o quattro di questi argomenti”. Sono queste le circostanze che portano al raggiro rappresentato da offerte di titolari inventati che spesso altro non sono che anziani bisognosi di badante e assitenza, una truffa davvero costosa per l’immigrato che non ha grosse scelte vista la sua condizione.

Il raggiro non si ferma qui però, esistono sportelli equivoci che generano carte truccate che contemplano le date stabilite dal decreto( una clausola che non veniva posta in essere dalla sanatoria ’98). Il ventaglio di materiale presentabile per attestare la presenza dell’immigrato da prima del termine di legge pare essere molto ampio, si va dal più burocratico timbro sul passaporto fino alla tessere dell’autobus, insomma qualsiasi elemento ne attesti la presenza nei tempi richiesti su suolo italiano.

Il 15 settembre, primo giorno della Sanatoria, alla sala Grandi della Cisl di Milano c’era una folla oceanica ad assistere all’assemblea indetta, la fondazione Leone Moressa stima 118 mila regolarizzazioni possibili nella regione Lombardia, di cui 50 mila solo fra Milano e provincia. Il rischio però è che tra costi e difficoltà molti lavoratori rischino di non riuscire a fare la domanda “Noi stiamo consigliando la massima calma, per poter chiarire i punti oscuri – dice Maurizio Bove, responsabile delle politiche migratorie della Cisl -. Agiremo legalmente contro i datori di lavoro restii, certo, ma già prevediamo molte truffe”.


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  1. Ho 93 anni e non sono autosufficiente.La mia badante è arrivata in Italia nel 2011 dall’Ucraina con il pullman. Il suo passaporto ha il visto per i Paesi Schengen, presenta il timbro della frontiera dell’Ucraina con l’Ungheria, ed essendo questo un Paese Schengen come pure l’Austria, non è stato timbrato al suo ingresso in Italia. Non è mai ricorsa alla Sanità pubblica, non è mai incorsa in multe o richiami. Io sono disperata come lei e come moltissime badanti ucraine. E’ giusto che chi lavora in modo onesto e con tanta sensibilità non possa essere regolarizzato? Il 12 settembre ho pagato i 1000 euro e nello stesso giorno ho presentato la documentazione all’ACLI , alla quale ho pagato 60 euro per l’invio della domanda e che però non ha ancora proceduto ad inviare niente.

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