Lo aveva annunciato, adesso l’ha fatto.

Il Consiglio nazionale forense ha dato mandato ad alcuni avvocati e professori universitari per presentare ricorso al Tar del Lazio contro la riforma delle professioni del governo Monti. L’obiettivo è quello di ottenere l’annullamento sia del “regolamento professioni” sia del “decreto ministeriale parametri”.

Ma non solo. Anche i decreti legislativi di revisione della geografia giudiziaria, appena pubblicati in Gazzetta Ufficiale, sarebbero sotto la lente d’ingrandimento degli esperti, al fine di valutarne profili di illegittimità.


La decisione, spiega il Cnf in una nota, “si è resa necessaria davanti agli evidenti vizi di eccesso di potere dei due atti governativi e ai gravi profili di incostituzionalità della legge di autorizzazione. Nei procedimenti di impugnativa saranno coinvolti anche gli Ordini forensi“. In relazione ai parametri, il Cnf sta inoltrando al ministero della Giustizia, anche in vista della riunione del 19 settembre con tutti i Consigli nazionali delle professioni sulla questione specifica, un documento dettagliato con precise e documentate richieste di modifica del decreto ministeriale, a partire dal ripristino di proporzionalità dei compensi per il patrocinio a spese dello Stato.

Quanto al confronto con il governo, il Cnf ribadisce che “nessun tavolo debba rallentare il percorso parlamentare della riforma forense: la vera apertura da parte dell’esecutivo che l’Avvocatura ormai si aspetta è quella del rispetto sostanziale del testo di riforma forense approdato in aula“, nonché “l’accoglimento della richiesta di modifica del dm parametri e la rivisitazione in sede parlamentare, previa analisi concreta, dei criteri in materia di riordino della geografia giudiziaria, con la successiva adozione dei necessari correttivi“.

Il Cnf, prima di affidare l’incarico per il ricorso, aveva redatto un ampio dossier che illustra le ragioni di impugnabilità del regolamento professioni, nonché alcune soluzioni individuate in merito agli aspetti maggiormente problematici del Dpr n.137, per individuare indirizzi uniformi nella gestione degli Albi.


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