Il Consiglio dei Ministri ha approvato questa mattina, in esame preliminare e su proposta dei Ministri dell’ambiente, della pubblica amministrazione e semplificazione e dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri competenti, il regolamento che disciplina l’autorizzazione unica ambientale (AUA) e la semplificazione degli adempimenti amministrativi in materia ambientale per le imprese e gli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale. Sul regolamento saranno acquisiti i pareri della Conferenza Unificata, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari.

Nel comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi al termine del Consiglio, viene spiegato che il regolamento attua la legge n. 35 del 2012 (“Semplifica Italia”) nella parte in cui introduce l’autorizzazione unica ambientale tra gli strumenti di semplificazione per le PMI.

L’AUA semplificherebbe infatti gli adempimenti amministrativi in particolare per le piccole e medie imprese. Attualmente, al contrario, le norme ambientali costringono le imprese a rivolgersi ad amministrazioni diverse (Regioni, Province, Comuni, ARPA ecc.) per ottenere le autorizzazioni ambientali necessarie all’attività produttiva; il quadro è ulteriormente complicato dal fatto che queste autorizzazioni hanno periodi di validità differenti. Basti pensare che il costo complessivo annuo per le piccole e medie imprese delle più importanti autorizzazioni sostituite dall’AUA è stato stimato in oltre un miliardo e trecento milioni di euro.


“La nuova Autorizzazione sostituisce fino a sette procedure diverse (ad esempio: l’autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali, l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, la documentazione previsionale di impatto acustico etc. ). Basterà un’unica domanda da presentare per via telematica allo Sportello Unico per le attività produttive (SUAP) per richiedere l’unica autorizzazione necessaria. Le Regioni potranno estendere ulteriormente il numero di atti compresi nell’AUA”, si legge nella nota.

L’esecutivo garantisce anche la certezza dei tempi: in caso di mancato rispetto dei termini è previsto il ricorso ai poteri sostitutivi. Sarà inoltre effettuato un monitoraggio sull’attuazione dell’autorizzazione unica, in collaborazione con le associazioni imprenditoriali.

Gli elementi essenziali dell’autorizzazione sono tre:

1) è rilasciata da un unico ente e sostituisce tutti gli atti di comunicazione, notifica e autorizzazione previsti dalle norme vigenti in materia ambientale;

2) il procedimento di rilascio dell’autorizzazione si basa sul principio di proporzionalità degli adempimenti amministrativi in relazione alla dimensione dell’impresa e al settore di attività, sull’esigenza di tutela degli interessi pubblici e sulla necessità di non introdurre maggiori oneri a carico delle imprese;

3) è prevista una procedura semplificata anche per il rinnovo dell’autorizzazione: se le condizioni di esercizio sono rimaste immutate è sufficiente la presentazione di una istanza con una dichiarazione sostitutiva. Durante il tempo necessario per il rinnovo, l’esercizio dell’attività può proseguire sulla base dell’autorizzazione precedente.


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5 COMMENTI

  1. Ma se una PMI ha soltanto una di queste sette autorizzazioni con l’entrata in vigore di AUA dovrà ottenere anche le altre????

  2. Da quanto descritto nell’articolo, salvo quel che è riportato al punto 3), cioè la semplificazione della procedura di rinnovo, non vedo in che consistono le “innovazioni” rispetto alle procedure attualmente seguite per il rilascio delle AIA. A proposito di oneri segnalo, con l’occasione, che la Regione Siciliana si è inventata – dico inventata perchè mai esistita, inesistente nel resto del paese e non nei poteri neppure statutari della regione – una c.d. “tassa di concessione governativa”, quindi non spese d’istruttoria, di € 180,76 per il rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera. Il bello è che le imprese pagano senza protestare e Confindustria non protesta.

  3. E quale sarebbe l’ente che dovrebbe rilasciarla? Se pensano ai comuni sono semplicemente fuori di testa.

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