Cominciano a trapelare le prime indiscrezioni sulla prova riguardante il concorso per nuovi insegnanti bandito dal ministero dell’istruzione che lo renderà ufficiale con un annuncio in gazzetta il 24 settembre; siete pronti a misurarvi con il fratellastro dei test del Tfa. Purtroppo, come recita un celebre film horror, a volte ritornano, e, certamente, il modello su cui sono stati costruiti i test preselettivi del concorso sono i medesimi del Tfa; è un ragionamento di facile deduzione, a questo governo tecnico non mancano mezzi, progetti e capacità di realizzarli, l’unico elemento a scarseggiare è il tempo.

Fatta questa considerazione, nessuno avrebbe potuto immaginare a priori il colossale fallimento delle prove preselettive del tirocinio formativo attivo e poiché il governo sbandiera come il concorso non sia un ripiego o una decisione estemporanea ma sia piuttosto un disegno radicato e ben presente nell’agenda politica è facile che Tfa e concorso siano frutto di uno, sciagurato, parto gemellare. Un elemento di primo piano che avvalora questa teoria sono le dichiarazioni rilasciate in prima persona dal ministro Profumo, l’asserzione per cui un buon insegnante deve essere in grado di racchiudere in sé nozioni di logica, comprensione del testo, informatica e la buona, se non perfetta, conoscenza di una lingua comunitaria ha generato il prototipo, il modello a cui ispirarsi; quindi test uguale per tutti e chi è dentro è dentro chi è fuori aspetta due anni.

Dunque si ricorre alla giustizia sommaria; per sfoltire una mandria oceanica di aspiranti docenti è stata elaborata una prova che, proprio come quella del Tfa, si propone di fare più esclusi possibile di modo che il numero di candidati si avvicini già sensibilmente in un primo stadio a quel beneamato 11.892 posti assegnabili alle nuove leve della cultura italiana.


In sostanza si avrà una prova strutturata sulla distanza di 50, 60 domande, con le solite risposte multiple, sperando che questa volta però di risposte corrette ce ne siano una sola per quesito. Inoltre, è possibile, che per rendere il tutto più avvincente venga attribuito un valore negativo alla risposta sbagliata, quindi gli errori peseranno doppiamente visto che andranno ad elidere la somma del risultato delle risposte corrette. Difficile ipotizzare una durata plausibile, difficile si ripetano le 3 ore eterne del Tfa, più facile si punti a qualcosa di rapido ed immediato; sarà desolante riscontrare la somiglianza con i ben più celebri e divertenti quiz televisivi.

Un modo, tuttavia,  per provare a prevenire o, quanto meno, di non trovarsi completamente sprovveduti davanti al test c’è; sono i test a sorpresa organizzati da Maggioli Editore, quiz di 30 domande da esaudire in 30 minuti, una divertente, si perché in ballo non c’è che una propria autovalutazione, approssimazione di quello che potrebbe essere il futuro test ministeriale. Qualcuno un tempo ha detto che “l’allenamento rende perfetti” e se il cervello è il muscolo della conoscenza la casa Editrice Maggioli fornisce la palestra culturale necessaria ai vostri muscoli, provare è gratuito, divertente ed importante per non lasciare nulla di intentato; colti non si nasce, si diventa.


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