Un anno scolastico è ormai alle porte. Come ogni anno, settembre è sinonimo di zaino, diario, testi da acquistare e tutto ciò che accompagnerà quotidianamente i ragazzi da qui al prossimo mese di giugno. Non c’è, dunque, solo l’imminente concorso a cattedre a catalizzare l’attenzione e, a questo proposito, tutte le istituzioni si stanno mobilitando per assicurare un avvio delle lezioni senza troppi traumi, sia per gli alunni che per i genitori.

Però, tutti i giorni, gli studenti contemporanei hanno anche un altro impegno: Facebook e affini, il mondo dei social network che li attira sempre più fortemente. Ecco, dunque, che anche il Garante per la Privacy intende fare la sua parte nel mondo scolastico e dirama il vademecum delle regole da ricordare sui banchi: il codice del pieno rispetto di tutti gli attori coinvolti, dagli studenti, ai docenti, fino ai genitori, perché ognuno di essi ha specifiche perogative e diritti da difendere, a nome della propria riservatezza e del proprio ruolo professionale.

Partiamo dai ragazzi: nei loro confronti, le norme da rispettare sono numerose e tutte ugualmente importanti per garantire la loro crescita e il loro apprendimento senza intoppi. Innanzitutto, il Garante ha disposto che assegnare ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardanti il loro mondo personale non violi la privacy, benché sia l’insegnante ad avere la discrezione di lettura a voce alta dei componimenti su temi delicati.


Quindi, viene ribadito come l’uso di cellulari e smartphone sia in genere consentito per fini strettamente personali, lasciando, però, autonomia di regolamentare agli istituti, eventualmente anche decidendone il completo divieto. Bandito invece ogni genere di pubblicazioni di foto e video sul web, senza il consenso delle persone raffigurate. Un comportamento, ricorda il garante, che può far incorrere i responsabili anche in reati penali.

Però, specifica la direttiva, le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori durante le recite, le gite e i saggi scolastici non violano la privacy. Anche qui, però, la diffusione sui social network, però, richiederà il consenso delle persone coinvolte. La riservatezza dei piccoli e dei loro famigliari è anche garantita in caso di accesso al servizio mensa gratuito per via di rientro nei parametri di reddito previsti.

E passiamo agli insegnanti: il Garante freme per  “esprimere il previsto parere sui provvedimenti attuativi del Ministero dell’istruzione riguardo all’iscrizione on line degli studenti, all’adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web e auspica l’adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati”. Nel frattempo, viene ribadito come i voti dei compiti in classe e delle interrogazioni, gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato siano da ritenersi pubblici.

Infine, stabilisce il Garante, alle scuole viene richiesta grande attenzione alla cura dei dati dei ragazzi. Gli istituti infatti sono invitati a  rendere noto alle famiglie e ai ragazzi, attraverso un’adeguata informativa, quali dati raccolgono e come li utilizzano, ivi incluse le origini etniche, le convinzioni religiose e lo stato di salute. Famiglie e studenti, comunque, conservano il diritto di conoscere quali sono le informazioni trattate dall’istituto scolastico, ed eventualmente di farle rettificare se inesatte, incomplete o non aggiornate.

Qui le slides diffuse dal Garante


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1 COOMENTO

  1. Mi permetto un consiglio: i socials devono essere italiani e impostati da scuole o gruppi sociali, come accadeva anni fa in USA. Questo evita intrusione di aziende che vogliano manipolare o convincere con modi fasulli.
    Se ne devono occupare i nuovi hackers nascenti, essere loro a garantire il buon funzionamento. Al contrario sarà sempre e solo una grande ca**ta!

    I cellulari sono inutili al momento perché privi di vere protezioni. Non credete? Allora pucciateci il naso

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