Sembra un botta e risposta a distanza quello tenutosi tra il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ed il Premier Mario Monti sulle condizioni attuali del Paese. Pessimista (o forse realista) il primo, più ottimista (pur senza negare le difficoltà presenti) il secondo.

Intervistato da Maurizio Belpietro a “La Telefonata” (Canale 5), il leader degli industriali ha dichiarato che il prossimo autunno, piuttosto che caldo, sarà addirittura “bollente”, lamentando la mancanza di “una politica industriale chiara, causa a cui sarebbero, in ultima istanza, riconducibili eventi che mettono a rischio l’industria italiana come quelli della Carbosulcis, dell’Alcoa e della stessa Ilva. Quest’ultimo caso, in particolare, è “emblematico della complicazione burocratica” presente nel sistema legislativo italiano. Evitare la chiusura dell’impianto siderurgico di Taranto, il più grande d’Europa per dimensioni, mettendo in atto al tempo stesso provvedimenti urgenti per limitarne inquinamento ed impatto ambientale, è essenziale “per dare speranza a chi investe nel nostro Paese”.

Squinzi ha quindi anche richiamato l’attenzione sull’emergenza in corso nel mondo delle piccole imprese, vero nerbo del tessuto produttivo italiano. Lontano dai riflettori, ha spiegato il Presidente di Confindustria, “ci sono migliaia di piccole e medie aziende che stanno soffrendo mediaticamente in silenzio”, sottolineando la necessità di urgenti semplificazioni burocratiche per assicurare “condizioni competitive analoghe a quelle del resto d’Europa e del mondo”.


Il Presidente del Consiglio Monti è invece intervenuto con un’intervista rilasciata al direttore del Tg Norba 24, Enzo Magistà, in vista della sua presenza a Bari, venerdì 7 settembre, per l’inaugurazione della Fiera del Levante. Impostando un parallelo tra la situazione dell’Italia oggi e quella di un anno fa, il Premier ha assicurato che, anche se a prima vista potrebbe apparire il contrario, ad un esame più attento la situazione del nostro Paese è migliorata: “Un anno fa non eravamo ancora ben consapevoli ma rischiavamo di essere travolti da una crisi finanziaria come era avvenuto al di là del mare (in Grecia, n.d.r.). Quest’anno questa prospettiva è decisamente allontanata”, anche se serve tempo (e misure coordinate a livello europeo) per riattivare l’economia reale, che continuerà a soffrire ancora per un po’.

A questo proposito, Monti ha affermato che “molto della sorte dei lavoratori, degli imprenditori e del Paese” è nelle mani delle parti sociali italianee non solo e non tanto nelle mani del Governo”, specificando inoltre i punti su cui intervenire con maggiore tempestività e finora piuttosto trascurati: “costo del lavoro per unità di prodotto, innovazione nei meccanismi di determinazione di salari, recuperi di produttività, tutte cose che sono fondamentali per rendere più competitiva l’economia italiana”.


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