La guerra all’evasione appena dichiarata da Mario Monti subisce già il primo stop. A infliggerlo, il Garante della privacy, che ha bloccato le comunicazioni dei dati dai conti correnti all’Agenzia delle entrate, che non potrà dunque accedere, almeno a breve scadenza, alle informazioni dei correntisti negli istituti di credito sparsi in tutto il Paese.

La disposizione era contenuta nel testo attuativo della Manovra Monti, decreto legge 201/2011, che la stessa Agenzia guidata da Attilio Befera aveva girato all’autorità garante per la riservatezza dei cittadini, che, lo scorso 18 aprile, aveva però avanzato alcune obiezioni. Firmatario, l’ormai ex garante Francesco Pizzetti, il quale aveva stigmatizzato alcune storture della procedura antievasione, che hanno di fatto congelato l’entrata in vigore dello strumento, prevista per il prossimo 31 ottobre.

La maggior richiesta di tutele per i dati personali dei contribuenti deriva dal fatto che, per porre in essere questo drenaggio di informazioni dalle banche all’Agenzia delle Entrate, si è optato per un’unica autostrada telematica, che metterebbe a serio rischio infiltrazioni la sicurezza del dato comunicato. Infatti, secondo il metodo approvato, a far viaggiare le informazioni dei conti correnti avrebbe dovuto pensarci la sola cablatura di Entratel, secondo l’istituto di riscossione tributi la soluzione più idonea a proteggere i dati.


Avviso che non ha trovato concorde il Garante della privacy, che ha imposto il blocco delle procedure già in via di partenza. “La scelta di un unico canale – si legge infatti nel parere dell’Autorità per i dati personali – per la ricezione da parte dell’Agenzia delle Entrate di un’ampia e diversificata gamma di comunicazioni non consente di modulare le cautele di volta in volta necessarie rispetto alla specifica tipologia di dati che formano oggetto di ciascuna categoria di comunicazione”.

Insomma, ora la palla è passata a Sogei, società informatica cui si appoggia l’anagrafe tributaria, che dovrà dare le indicazioni del caso per adempiere alle consegne imposte dal Garante della privacy, se davvero il flusso di informazioni dei conti correnti italiani dovrà dirigersi, come nelle intenzioni del governo, verso l’Agenzia delle entrate, al fine di stanare gli eventuali “furbetti” del conto in banca e proseguire le ostilità contro l’esercito nemico degli evasori.


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2 COMMENTI

  1. […] dell’agenzia delle Entrate, dopo essere stata respinta al mittente, in primavera, dal Garante della Privacy. A dire il vero però, nel decreto Salva Italia varato dal Governo tecnico, non si fa alcun […]

  2. Aveva rotto abbastanza Rodotà con la sua ossessione per la nostra privacy.
    Purtroppo questi rompicoglioni deiGaranti della privacy fanno più danno di chi la viola nelle forme più gravi. Nel caso particolare della lotta all’evasione, stante il fatto che si tratta di un fenomeno che determina una delle più gravi e profonde ingiustizie sociali, che porta il paese verso forme di concorrenza sleale, che alimenta la cultura della truffa, del ladrocinio, della corruzione (e se non è corruzione consentire agli evasori di continuare ad evadere!) si dovrebbero togliere di mezzo questi boiardi dello Stato che hanno appannaggi dei quali dovrebbero vergognarsi ed hanno più poteri delle forze dell’ordine e della magistratura.
    Se togliessimo di mezzo questi rompicoglioni, lo ripeto, come i garanti della noostra privacy, a tutelare la quale ci arrangiamo anche noi, tutto andrebbe meglio.
    Povero Monti! Povero Monti! E’ niente combattere contro la disonestà collettiva, il bello sarà per lui combattere contro i garanti della privacy. Costoro sono i veri nemici della trasparenza sulla quale si dovrebbe fondare una società civile.
    Non si potrebbe mandarlol oa cagare questo Pizzetti ???

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