La notizia del concorso che permetterà l’accesso di ben 11.892 nuovi insegnanti nel mondo della scuola non ha ancora esaurito il suo clamore che il suo artefice, il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, proprio per provare a dissipare ogni ragionevole dubbio saltato sin troppo al naso dei diretti interessati, ha rilasciato delle dichiarazioni programmatiche in merito. Il ministro si è premurato di ricordare all’ecumenicità dei futuri docenti quali sono i requisiti che un buon insegnante deve avere per fare parte della futura scuola italiana, quello che però ha gentilmente dimenticato di dire sono i parametri di reclutamento che verranno applicati per determinare chi, fra la folla oceanica di aspiranti candidati, abbia i requisiti per tentare la via del concorso e chi dovrà aspettare un tempo compreso fra uno e infinito per riprovarci.

Come nelle migliori tradizioni italiche, tuttavia, i litiganti non sono solo due perché continuano a rimanere letteralmente in mezzo quei 180.000 precari che hanno vinto il celebre concorso del ’99. Questa schiera di “perduta gente”  riceverà incarichi in ruolo per 22.000 posti, ai restanti sarà fornita generosamente la possibilità di concorrere per un posto, che spetta già loro di diritto, nuovamente. Il ministro serafico ricorda a tutti come l’insegnamento si strutturi in tre passaggi chiave ” il momento della laurea, il secondo è quello dellabilitazione, il terzo quello del concorso per ottenere un posto”, quello che altrettanto placidamente non ricorda è che ci sono molte persone in sospeso da oltre vent’anni, vincitori di concorso senza cattedre, sballottati come pacchi postali da una scuola ad un’altra e ogni anno incerti di quel che sarà il proprio futuro.

Siamo felici che per il ministro l’insegnante modello sia incarnato da ” persone capaci di stare nella scuola” e quindi capaci di “stimolare gli studenti e sapere alternare un’attività di docenti ad un’attività di discenti, cioè imparare continuamente” ma quello che urge adesso sono risposte e dichiarazioni diverse, non basta sapere che ci sarà un test preliminare per scremare il numero dei candidati e che, ad esso, seguirà una prova di approfondimento sulle conoscenze specifiche oltre ad una terza valutazione innovativa come quella basata sul cimentarsi del candidato nella realtà scolastica per testarne direttamente l’attitudine.


L’iter concorsuale ormai è noto, 3 prove appunto, ciò che non risulta chiaro, oltre ai requisiti di accesso sono i posti che i vincitori andranno a ricoprire, il ministro se vuole rassicurare il popolo studentesco dei futuri insegnanti, dovrà essere un po’ più chiaro di così.


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7 COMMENTI

  1. Sono in graduatoria per il ruolo da 22 anni avendo superato il concorso del 1990 dico 1990 per la classe di concorso A029 A030 …non mi potete parlare di un ulteriore concorso ….. A.A.A Insegnanti cercasi: lo dice Profumo…Gli insegnanti per tante classi di concorso ci sono già ….Velocizza i tempi di assunzione a tempo indeterminato Ministro e non creare confusione!!!

  2. Mi chiamo Lucrezia Statile, ho 42 anni, vivo a Potenza e ANCORA ASPETTO DI INSEGNARE. Ho frequentato l’istituto Magistrale e mi sono diplomata nell’87. Nell’88 ho frequentato l’anno integrativo per l’accesso universitario, ma non mi sono mai laureata. Nel ’91 a Potenza ho superato il concorso magistrale e ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento nella scuola materna. Così pure ho superato il concorso magistrale del ’99 e ho conseguito la relativa abilitazione all’insegnamento nella scuola materna. Sono in graduatoria da una vita e FINORA NEANCHE UN GIORNO DI INSEGNAMENTO, MA NEANCHE UN’ORA VORREI DIRE. Mi sono sempre augurata di fare almeno la precaria pur di stare con i miei adorati bambini, con i quali sogno sempre di stare. (eppure devo dire che ho fatto la precaria per tanti e tanti anni in un altro settore – pur di “campare” – e so cosa vuol dire essere una precaria). Che speranze potrò avere per il futuro? Intanto continuo a spaccarmi la schiena pur di “campare” e aspettare… aspettare… aspettare di insegnare almeno per un’ora…. anche come precaria alla decima potenza.

  3. Ti auguro di farcela, ma ti prego di non scrivere più “sta volta” , invece di stavolta, un “po” senza apostrofo e “così detti” al posto di “cosiddetti”.

  4. […] trascorrere oltre un mese dallo scempio fatto registrare dal Tfa per avere le pubbliche scuse del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Il ministro si è infatti candidamente scusato per l’operato mediocre del ministero nella […]

  5. […] un bando di concorso che viene attivato, il maxi concorso sulla scuola del ministro Profumo, ce ne è uno che viene addirittura invalidato; il concorso per dirigente scolastico è stato, […]

  6. […] ministro Profumo, in una intervista rilasciata all’Avvenire, spiega come il concorsone non danneggi i precari; infatti sostiene il ministro che ” alle proteste dei precari, che si […]

  7. Faccio l’insegnante precario dal 2001, fortunatamente quasi ogni hanno ho avuto la cattedra completa, dal 2005 ho l’abilitazione all’insegnamento e in vista di questo concorso mi sento un po demoralizzato, dato che anche sta volta andrà avanti chi ha le conoscenze e i così detti calci in c…o.

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