Dove eravamo rimasti? La famose parole con cui Enzo Tortora aprì la sua “seconda vita” sul piccolo schermo possono adattarsi perfettamente alla ripresa dei lavori da parte del governo dopo le vacanze estive. Il rush finale del governo Monti, che porterà il Paese alle elezioni politiche di marzo 2013, è infatti iniziato sulla falsariga delle manovre approvate in piena estate, che promettono di ridisegnare fin dalle fondamenta l’economia italiana, in particolar modo quella pubblica.

Spending review, decreto sviluppo e riforma delle professioni, nei propositi del governo di Mario Monti, sono le prime tre tappe di un percorso che, una volta compiuto, dovrebbe costituire il quadro di riforme che la classe politica non ha avuto forza o coraggio di realizzare, perché troppo impegnata a non perdere consenso o a varare, talvolta, rimedi tampone. Se avranno avuto ragione i tecnici, comunque, lo si scoprirà nei prossimi mesi, quando cominceranno ad attecchire quelle stesse riforme che sono diventate leggi cardine del Paese nel solleone di luglio e agosto.

1) La spending review


Prima, e più importante manovra, varata dal governo è quella della spending review, termine che fa la sua comparsa su giornali e dibattiti politici a partire dallo scorso aprile, con la nomina di Enrico Bondi a supercommissario per la revisione della spesa. Ma il vero colpo d’acceleratore ai tagli viene impresso a partire dal 5 luglio, quando viene presentato alle Camere un decreto che spazia sui principali settori del vivere civile e sociale, individuando capitoli di spesa da ridimensionare con estrema urgenza.

Il governo viaggia a ritmo sostenuto e la revisione  finisce per contemplare riduzioni di carico finanziario fino a 25 miliardi nei prossimi tre anni, dividendosi tra giustizia, sanità, pubblico impiego ed enti pubblici. Tra passaggi parlamentari a velocità alterna – le modifiche più significative al decreto vengono impresse al Senato – Mario Monti porta a casa la conversione in legge della spending review lo scorso 7 agosto, vedendosi accordare dalla Camera la 34esima fiducia della sua gestione. La legge viene infine pubblicata proprio in pieno clima vacanziero, nella Gazzetta Ufficiale del 15 agosto.

Qui il link al testo definitivo della spending review

2) Il Decreto Sviluppo

Il 15 giugno il Consiglio dei Ministri, accogliendo la proposta congiunta del ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastruttre e dei Trasporti, ha approvato una serie di misure “urgenti” strutturali che rappresentano una parte fondamentale dell’Agenda per la Crescita sostenibile che il Governo, sin da quando si è insediato, sta ponendo in essere mediante varie proposte normative già approvate dal Parlamento e altre, invece, sul punto di essere verificate.

La manovra mira ad innescare una serie di procedure economiche finalizzate alla stimolazione del rafforzamento della competitività, alla ripresa della domanda, allo stimolo del dinamismo imprenditoriale passando dall’attrazione di capitali privati che dovrebbe essere garantita da processi di velocizzazione e semplificazione dei procedimenti per recuperare il ritardo infrastrutturale accumulato. L’obiettivo è anche quello di riportare in auge il settore dell’edilizia e delle costruzioni, i primi a soffrire della crisi, e potenziare porti e aereoporti aumentando così le capacità commerciali del Paese.

In ambito imprenditoriale via liber alla costituzione del Fondo per la Crescita Sostenibile grazie al nuovo settaggio e alla semplificazione degli strumenti per incentivare le imprese, svolta anche nel credito di imposta finalizzato alle assunzioni di personale altamente qualificato. Sono state poi introdotte misure di protezione, oltre che di rilancio, delle aziende, prevista infatti la facilitazione della risoluzione in continuità delle imprese in crisi, sono stati forniti nuovi strumenti per il finanziamento e accesso al credito delle stesse oltre a delle misure destinate a creare una internazionalizzazione e alla realizzazione di infrastrutture energetiche per potenziare la rete produttiva. Viene toccata anche la giustizia con provvedimenti atti alla riduzione delle tempistiche burocratiche, dunque si cerca di snellire la vecchia e complessa macchina giuridica italiana.

Qui il link al testo del Decreto Sviluppo

3) La riforma delle professioni

La data di riferimento per la riforma delle professioni,invece, è il 14 settembre 2011, giorno nel quale sono state rese note un ventaglio di novità per quanto riguarda l’accesso e l’esercizio delle attività economiche e delle professioni. Con il dl 138/2011 sono state inserite varie disposizioni mirate a liberalizzare il settore dei servizi professionali, su questo principio si è mosso il governo con l’obiettivo di rendere libere iniziativa e attività economica privata.

Con il comma 5 dell’art. 3 viene ridefinito il ruolo degli ordinamenti professionali ai quali viene impedito o limitato il libero accesso e l’esercizio delle attività professionali, quindi sono state rese note delle norme che bisogna seguire per rispettare la legge. Gli ordinamenti dovranno quindi garantire la libera concorrenza, agevolare la presenza diffusa dei professionisti su tutto il Paese e garantire una differenziazione e una pluralità di offerta agli utenti.

Perché queste norme non restino semplicemente dei precetti aerei, nel termine di 12 mesi a partire dal 13 agosto 2011, gli ordinamenti professionali devono essere riformati per recepire i seguenti punti;
1) libertà di accesso alla professione, fermo restando l’obbligatorietà del vincolo costituito dall’esame di stato. In questo modo chi è in possesso dei titoli non può vedere la propria libertà professionale limitata dagli ordinamenti.
2) L’esercizio della professione è fondato e ordinato sull’autonomia e sull’indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista.
3) E’ stato stabilito che l’aggiornamento professionale deve essere attuato mediante una formazione continua obbligatoria e permanente, quindi il professionista dovrà seguire corsi di formazione continua che saranno determinati dai consigli nazionali che li emanerà in base ad appositi regolamenti. Non adempiere alla norma comporta richiami disciplinari.
4) Molto si è dibatutto sul tirocinio per giungere infine che dovrà essere garantito il reale svolgimento dell’attività formativa e il suo adeguamento continuo alla necessità di permettere il miglior esercizio della professione. Durante il periodo di stage è previsto un equo compenso assimilabile, fiscalmente parlando, alle borse di studio.
5) Sono cambiate anche le norme inerenti al compenso che per il professionista dovrà essere concordato per iscritto all’atto dell’attribuzione dell’incarico professionale. Qualora non sussistesse un accordo scritto vige in sostanza la legislazione del codice civile per cui sono già previsti dei minimi di riferimento per i compensi tariffari. Naturalmente il professionista dovrà fornire all’utente tutte le informazioni necessarie in merito agli oneri da sostenere.
6) Il professionista è obbligato a stipulare una idonea assicurazione per coprire i pericoli derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Questa polizza dovrà essere resa nota al cliente con i relativi premi. L’aspetto critico della norma è legato al momento della stipula quando si dovranno considerare le attività già compiute, i potenziali rischi e quindi la capacità di garantirne la copertura.
7) Altra novità è costituita dall’istituzione di organi territoriali, gli ordinamenti dovranno garantire l’istituzione di collegi a livello territoriale con il compito di controllare su correttezza dei rapporti professionali e verifica della diligenza e rispetto della correttezza delle procedure. I collegi saranno eletti dai medesimi professionisti.
8) Liberalizzazione pressochè totale dell’informativa pubblicitaria.
9) Ultimo, ma non meno importante, il decreto stabilisce la sospensione per i professionisti che infrangano per 4 volte, in 4 giorni differenti, la norma di emettere fatturazione. Perché la sospensione sia prodotta basta la contestazione delle violazioni di obblighi relativi al’emissione della fattura.

Qui il link al testo della riforma delle professioni

Qui il link a tutti i testi fondamentali entrati in vigore durante il mese di agosto


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