Si avvicina alla conclusione il processo del secolo nell’universo tecnologico: Apple contro Samsung, la sfida dei brevetti tra i due colossi degli smartphone che segnerà indubbiamente un nuovo inizio nel mercato dell’innovazione. Una vera e propria guerra che, negli ultimi anni, si è spostata dal piano commerciale alle aule di giustizia, lasciando strascichi pesanti e promettendo di definire i confini del futuro dei dispositivi mobili.

Anche il giudice designato a mettere la parola fine alla controversia ha gettato la spugna dinanzi alle miriadi di specifiche tecniche e ingegneristiche che si è dovuta sorbire a difesa di una o dell’altra parte. L’ultima parola, ora, spetta dunque al giudice di San José Lucy Koh che, dopo la sonora affermazione “ma vi siete fatti di crack?” si appresta a rivelare al mondo il verdetto della giuria. 

In sostanza, Apple accusa l’avversario coreano di aver copiato i brevetti sia di telefonini intelligenti che di tablet. A questo proposito, va ricordato come in Usa, una sentenza abbia vietato la diffusione dei Galaxy Tab 10, mentre, con motivazioni del tutto simili, ciò non sia accaduto in Inghilterra. Il parere concorde dei giudici, infatti, era che i due gioielli iPad e Galaxy tab fosser davvero molto simili, ma in un caso solo, in misura tale da bloccare le vendite della tavoletta asiatica: il giudice inglese, infatti, aveva spiegato che il tablet americano fosse più cool del rivale, e dunque non confondibile con esso.


Dall’altra parte, se il giudizio finale resta ancora ignoto, c’è da dire che il mercato ha già scelto il proprio vincitore: si tratta dell’azienda fondata, tra gli altri, da Steve Jobs che proprio in questi giorni ha rafforzato la sua posizione di industria più redditizia del pianeta sfondando il valore di 622 miliardi di dollari. La sentenza di Wall Street, insomma, è stata netta: largo ai veri innovatori di Cupertino, quelli che, per primi, in una visione molto romanzata, hanno aperto le porte al futuro.

Ciò che tutti gli osservatori si chiedono, però, è come sarà ridefinito il mercato se Apple dovesse imporsi anche sul fronte giudiziario. Samsung, infatti, si è dimostrata molto blanda in sede di dibattimento, affermando di aver soltanto preso ispirazione dal modello della mela morsicata. Allora, ecco che se la vittoria di Apple dovesse essere piena, gli eredi di Jobs potranno puntare sul secondo bersaglio grosso, questa volta entro le mura amiche: Google.

Il popolare motore di ricerca, infatti, è anche il produttore del sistema operativo Android, installato su smartphone e tablet marchiati Samsung, ma non solo. Una capillarità che lo ha reso principe del mercato, tale da soffocare Apple e il suo dedicato iOS. Dunque, non è da eslcudere che la sentenza sarà in qualche modo salomonica: per non dover ritirare migliaia e migliaia di prodotti ritenuti plagiati e, soprattutto, per salvaguardare due delle compagnie americane più importanti e floride della nostra epoca: Apple e Google.


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