Pessime le notizie diramate dall’Istat nella mattina del 7 agosto. In una prima indagine, l’Istituto Nazionale di Statistica ha certificato, sulla base di una stima preliminare, la contrazione del Pil  dello 0,7% sul trimestre precedente e del 2,5% rispetto al secondo semestre del 2011. Dati peggiori, soprattutto in riferimento a quest’ultimo, si ebbero solo nel quarto trimestre del 2009, poco dopo lo scoppio della crisi dei mutui subprime, quando la diminuzione registrata fu del 3,5%. Quello di oggi è il quarto dato congiunturale negativo dopo quelli rilevati a partire dal terzo trimestre 2011 (-0,2%), seguiti dal quarto trimestre 2011 (-0,7%) e dal primo trimestre 2012 (-0,8%). Confermata, dunque, la recessione, che si dà ufficialmente con due variazioni congiunturali negative consecutive.

A questa contrazione dell’economia del nostro Paese ha contribuito anche il forte calo della produzione industriale  comunicato dall’Istat in una seconda indagine. A giugno 2012, questo indice (destagionalizzato) fa registrare variazioni tendenziali negative in tutti i comparti, dai beni di consumo all’energia, a parte quello dell’attività estrattiva: il calo della produzione industriale è dell’1,4% rispetto a maggio 2012 e dell’8,2% su base annua. Malissimo, in particolar modo, fa il mercato dell’automobile: un vero e proprio crollo della produzione pari al 22,5% rispetto a giugno 2011.

Secondo l’Istat, il calo del Prodotto Interno Lordo “è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi”. Il secondo trimestre 2012 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al secondo trimestre del 2011, ma questi dati non giustificano da soli una simile contrazione dell’economia.


Il dato italiano va inserito nel contesto più generale dell’Eurozona, dove – secondo le stime del Fondo monetario internazionale – nel 2012 il Pil dovrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) far segnare una diminuzione media dello 0,3%, con un lieve ripresa nel 2013 (+ 0,7%).


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