Intervistato da TGcom24, il Ministro per la funzione pubblica Filippo Patroni Griffi ha spiegato, in riferimento ai 24.000 dipendenti della Pubblica Amministrazione individuati in esubero (di cui 11.000 statali), che non tutti sono “esuberi effettivi” e ha confermato l’impegno del Governo per operazioni di “razionalizzazione e riordino” in sostituzione alla logica semplicistica dei tagli lineari. Se quella dei 24.000 esuberi è la “fotografia dell’esistente”, il Ministro si è dichiarato disposto a verificare caso per caso le migliori soluzioni possibili: “Proprio perché procederemo di amministrazione in amministrazione faremo spostamenti e compensazioni caso per caso. Il 31 ottobre saremo in grado di dare le cifre degli esuberi per le amministrazioni statali, mentre per le realtà locali il discorso è più complesso”.

Patroni Griffi ha anche rivolto un appello ai sindacati a cogliere l’opportunità di essere co-protagonisti del processo di riforma in corso nella Pubblica Amministrazione e a non subirlo passivamente. Si tratta, ha spiegato il Ministro, di “un cammino innovativo e centrale per il settore pubblico. Già nella riallocazione delle risorse costringeremo le amministrazioni a ripensare le loro politiche di spesa per evitare duplicazioni”.

Parlando poi delle dimensioni del settore del pubblico impiego in Italia, Patroni Griffi ha spiegato di non ritenerlo “sovradimensionato rispetto alla media europea, ma in un momento di crisi bisogna tagliare dove non sia indispensabile, ridurre gli sprechi, ridimensionare l’apparato e razionalizzarlo senza che ciò si traduca in servizi peggiori al cittadino. Questo del 10% e del 20% [tale la riduzione prevista, rispettivamente, per i dipendenti e per i ruoli dirigenziali nella P.A.] è un obiettivo finale, calibreremo il personale in funzione delle missioni delle singole amministrazioni. Confermata la fermezza contro i “fannulloni” di brunettiana memoria, ma la c.d. “Legge Brunetta” era, secondo il Ministro, un “sistema troppo rigido” il cui merito “fu porre al centro del recupero della produttività la valutazione dei dipendenti”.


Passando infine a parlare della Spending Review, Patroni Griffi ha confermato l’approdo del dimezzamento delle Province, dove anche in questo caso si tratterà di “un riordino per evitare una duplicazione di compiti tra Comuni e Regioni”. Al momento, infatti, ha concluso il Ministro, ci sarebbero ancora “troppi piccoli centri di potere che impediscono la realizzazione di un sistema riformatore di grande portata. I territori sapranno cogliere la sfida per ammodernare il sistema di governo”.


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3 COMMENTI

  1. […] all’attacco degli Stati con i debiti sovrani più esposti e le conseguenti politiche di tagli di posti di lavoro pubblici, quello dell’istruzione si dimostra uno dei pochi Ministeri che – pur tra mille incertezze, […]

  2. Ancora con la storia dei 24.000 esuberi? Hanno messo nero su bianco che devono cancellare il 10% dei posti ed i dipendenti pubblici sono in totale 3.500.000. Escludendo dagli esuberi la scuola, la difesa, le forze dell’ordine e la sanità, che non saranno toccate dalla norma, se 24.000 corrisponde al 10% il totale dei semplici “impiegati” pubblici italiani non dovrebbero superare i 240.000. Secondo me sta prendendo per… almeno 80.000 persone che nei prossimi anni verranno cacciati a calci. Succederà in pratica come per gli esodati ampiamente sottostimati dal Governo.

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