Il Tribunale di Rovereto, con la sentenza numero 158 del 19 luglio scorso, ha assolto un commerciante (e webmaster) che attraverso una vasta rete di siti internet, ciascuno dei quali tra loro indipendenti e autonomi, metteva in vendita una serie prodotti che l’accusa riteneva essere volti ad istigare all’uso di sostanze stupefacenti.

Il commerciante, infatti, vendeva sui predetti siti semi di cannabis fommina, bilance di precisione di vario tipo, fertilizzanti organici con indicazione precisa del dosaggio e delle altre caratteristiche, lampade da coltivazione e prodotti vari tutti attinenti alla coltivazione, all’imballaggio ed al successivo uso della sostanza stupefacente.

Tuttavia, per il giudice di Rovereto l’attività svolta dal webmaster non configura una fattispecie di reato poiché: “Non c’è, la propalazione e l’esaltazione, neppure subliminale, della droga, ricavabile dalla coltivazione dei semi oppure l’esaltazione delle sue qualità al fine di indurre all’uso il destinatario del messaggio”.


Le informazioni contenute nel blog e nei siti, vengono considerate neutre, vale a dire prive di quel carattere di esaltazione delle qualità droganti dei prodotti ricavabili, idoneo a costituire forma di istigazione.

Sulla base di questa motivazione, il soggetto in questione è stato assolto. Viene condannato solo per il reato conseguente alla sottrazione dei beni oggetto di sequestro probatorio.

Qui il testo integrale della sentenza del Tribunale di Rovereto


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