Non ci facciamo mai mancare niente. Se poi l’obiettivo punta su Roma e in particolare sul Campidoglio, e se la sottile linea tra gli incarichi pubblici, le raccomandazioni e le interrogazioni parlamentari viene passata e ripassata ben più di una volta, allora l’istantanea è immediata. E scoppia, fragorosamente, una di quelle polemiche tipiche del Belpaese, stavolta incentrata sul caso di Maurizio Lattarulo, collaboratore dell’assessorato alle Politiche sociali del comune capitolino dal 2008 al 2010 a 1.500 euro al mese.

Il problema non è lo stipendio, bensì il curriculum del consulente: trattasi, infatti, secondo un articolo pubblicato oggi dal Corriere, di un ex componente della famigerata Banda della Magliana, braccio destro del boss Enrico De Pedis, ex Nar e luogotenente dell’estremista nero Massimo Carminati. Un bel percorso di riabilitazione, insomma, una sorta di Romanzo Criminale al contrario, dove il cattivo diventa buono anzi di più, diventa risorsa per la collettività. Trattasi di riabilitazione o vergogna? Di percorso verso la redenzione o favoritismo fuori luogo ad ex criminale condannato in terzo grado? Come al solito il nostro caro amico Jarabe De Palo ha tutte le ragioni dell’universo: tutto dipende da che parte si guarda il mondo.

Qui, però, quel che è certo è che non si tratta di utilizzare pentiti della Mafia e di tramutarli in collaboratori di Giustizia per trarre informazioni magari in cambio di protezione e/o regimi meno duri di carcere. Qui si tratta di assunzione pubblica, a discapito probabilmente di qualche libero e onesto cittadino che si sente defraudato e preso in giro. Anche se poi, nei meandri della legge 381 del 1981, si scopre che la possibilità di “persona riabilitata alla quale dare una nuova occasione di vita” è prevista dal nostro ordinamento. E allora? Come la mettiamo?


Ormai il Campidoglio di Alemanno è diventato una succursale lavorativa per ex terroristi di destra, fascisti e boss della malavita. Dopo il vergognoso scandalo Parentopoli, dove nelle aziende municipalizzate romane sono stati assunti – senza contratto e a tempo indeterminato – migliaia di camerati ed ex terroristi, adesso scopriamo che anche Maurizio Lattarulo, detto Provolino, che si occupava di racket ed estorsioni, risulta fra gli assunti del sindaco Alemanno”. Parole e musica di Dario Nanni, consigliere comunale di Roma, che riassume bene il pensiero collettivo di tutto il centro-sinistra pronto a portare il caso in Parlamento.

La difesa non tarda a farsi sentire. “Sono scioccata dalle imprecisioni che sento, Lattarulo per il reato di banda armata legata ai Nar è stato prosciolto in fase istruttoria 20 anni fa – afferma il vice sindaco della Capitale, Sveva Belvisio –. Nel 2008, quindi, era un cittadino come tutti gli altri”. E, a maggior ragione, quindi, inseribile per un incarico alle Politiche Sociali sull’altare della riabilitazione. Ovvio, non fa una piega. “Sono i soliti attacchi vergognosi e strumentali di chi non conosce Maurizio Lattarulo, oggi riabilitato di fronte alla legge e competente nell’incarico che gli era stato assegnato, da parte di una sinistra ipocrita e falsa che prima fa dell’inclusione sociale una bandiera e poi, quando una amministrazione comunale concretamente si attiva per il reinserimento sociale degli ex detenuti, non indugia a strumentalizzare l’accaduto, citando anche notizie palesemente false”.


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