Buone notizie sul fronte della spesa pensionistica quelle giunte in giornata dall’INPS. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, infatti, nei primi sei mesi del 2012 i nuovi assegni liquidati sono stati 86.537 contro i 159.485 delle stesso periodo del 2011, per un calo complessivo del 46,99%. Effetto soprattutto dell’azione combinata della “finestra mobile” e dello “scalino” per la pensioni di anzianità scattati lo scorso anno, mentre per la riforma Monti-Fornero (contenuta nella manovra Salva Italia di fine 2011) si verificherà l’impatto a partire dal 2013.

Per quanto riguarda la pensione di anzianità, nel settore privato l’età media di uscita dal lavoro è salita da 58,8 anni (2011) a 59,8 (primi sei mesi 2012). La pensione di vecchiaia fa segnare un incremento, nello stesso periodo, da 62,9 a 63,3 anni. Più contenuto l’aumento dell’anzianità lavorativa per i pubblici dipendenti, da 58,7 a 59,1 anni.

Sul fronte del lavoro autonomo si registra una forte impennata dell’età di pensionamento, con un vero e proprio balzo in avanti da 63,3 a 68,4 anni ed una contemporanea caduta (quasi il 90%) degli assegni erogati dall’INPS, passati da 32.939 (I semestre 2011) a 3.621 (II semestre 2012).

Aumenta nel complesso (vecchiaia ed anzianità) la “forbice” tra l’età di pensionamento dei lavoratori dipendenti (pubblici e privati) da una parte e degli autonomi dall’altra: nel primo caso si è arrivati a 60,9 anni, nel secondo a 62,9, per un totale di 2 anni di distacco.

Sempre nel primo semestre 2012, le tabelle dell’INPS rilevano come l’età media per l’accesso alla pensione nel settore privato sia salita a 61,3 anni (erano 60,4 nel 2011), dato con cui l’Italia stacca nettamente la Francia (59,3 anni) e si avvicina ad “agganciare” la Germania (61,7 anni).

Analizzando questa serie di dati in un colloquio con l’Ansa, il Presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua ha osservato che “tutte le riforme hanno funzionato. I dati di oggi si riferiscono alla Sacconi-Tremonti che ha introdotto la finestra mobile e il legame con l’aspettativa di vita. La riforma Monti-Fornero ha proseguito sulla linea Sacconi-Tremonti velocizzando la transizione. È stato messo in sicurezza il sistema previdenziale. È un segnale di stabilità del Paese”.

Commentando poi l’andamento dell’età pensionistica in Italia, anche in relazione all’analoga situazione in Francia e Germania di cui sopra, Mastrapasqua ha proseguito rilevando come “il nostro sistema a questo punto è un esempio virtuoso di welfare previdenziale per gli altri Paesi. Riteniamo di poter chiudere il bilancio Inps 2012, senza tenere conto dell’Inpdap, con il segno più”.

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