Piccola, ma positiva retromarcia del governo sugli esodati, che, dopo aver escluso nuove misure oltre a quelle già annunciate, pare stia vagliando un nuovo emendamento da inserire nella spending review, per trarre in salvo altri 2mila lavoratori prossimi alla pensione, oltre ai 120mila già confermati. Intanto, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il primo decreto pro esodati, approvato lo scorso 1 giugno.

Con i provvedimenti sulla revisione di spesa ormai al traguardo, tocca alla Commissione bilancio del Senato trovare spazio per ulteriori aggiustamenti alla già parecchio criticata manovra sui conti pubblici. Nonostante i tagli previsti trasversalmente in tutti i settori principali, dalla sanità alla giustizia, dal pubblico impiego alla scuola, pareva che per gli esodati la speranza di nuove tutele fosse ormai svanita. Una volta individuati i margini per raddoppiare i salvaguardati, che dalla prima fetta di 65mila sono passati a 120mila, i relatori in Commissione erano stati categorici: nessuna possibilità per altri esodati di uscire dalle tenaglie della riforma Monti-Fornero per mancanza di fondi.

Così, un numero imprecisato, che secondo alcune stime si aggirerebbe addirittura sui 250mila lavoratori, risulterebbe di fatto senza copertura, nel timore di non vedersi riconosciuto un trattamento pensionistico adeguato ai contributi versati negli anni di lavoro.  Come noto, i provvedimenti pro esodati prevedono che a segmenti specifici di lavoratori a un passo dalla pensione, venga riconosciuto un mensile in deroga alle novità introdotte dalla nuova legge Fornero. Ora, sembra pronto a partire un ultimo treno di salvezza per gli esodati, che conterrà un massimo di 2mila posti.


“Altri 2mila non sono molti – ha riconosciuto il relatore in Commissione bilancio, Gilberto Pichetto Fratin – ma non dimentichiamoci che dietro ogni lavoratore esodato c’è una famiglia“. Parole in sintonia con quanto espresso, ieri mattina, dai sindacati, scesi in piazza in manifestazione unitaria per chiedere un paracadute per ciascuno dei circa 400mila esodati totali. Cgil, Cisl e Uil, guidati dai loro segretari Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Pierluigi Angeletti, hanno incalzato il governo di Mario Monti per rimediare al pasticcio esodati, categoria dispersa nel limbo tra vecchia e nuova normativa.

Sembra dunque, in minima parte, che l’esecutivo abbia prestato orecchio alle organizzazioni sindacali, e abbia affidato  ai membri della maggioranza mandato di trovare risorse a sufficienza per salvaguardare quanti più esodati possibile. Per i primi 65mila, intanto, tutto procede secondo i programmi: dopo l’ok della Corte dei conti, il decreto dello scorso primo giugno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e l’Inps sta già scaldando i motori per accogliere tutte le domande che perverranno entro il 30 settembre. Ancora qualche settimana, e da Roma verranno spedite le lettere nominative per dare finalmente un volto a questa massa informe di lavoratori prima abbandonati e poi ripescati.

Certi di rientrare nella deroga anche il secondo plotone di 55mila, già inseriti nel decreto originario della spending review, che dovrebbe essere licenziato dal Senato nelle prossime ore, prima di passare alla Camera per la ratifica definitiva. Insomma, per gli ultimi esodati, i 2mila che dovrebbero salire sull’ultimo vagone della salvezza, il sentiero è stretto: perché l’emendamento venga steso e approvato sarà necessario uno sprint delle Commissioni. L’imperativo categorico del governo, infatti, è quello di approvare in maniera definitiva tutto il pacchetto di revisione della spesa pubblica entro la pausa per le vacanze estive, che dovrebbe partire dal prossimo weekend.


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3 COMMENTI

  1. Si dice, e purtroppo non è sempre vero, che in uno stato democratico la legge è uguale per tutti. Quel che succede nel caso degli esodati è PARADOSSALE. Non solo non è rispettato questo sacrosanto principio costituzionale, ma si perpetra a varie riprese una suddivisione in categorie delle persone, differenziando tra chi ha diritto e chi non ha diritto. Cari politici ,che non fate il vostro dovere e che siete cosi lontani dai problemi reali delle persone, quando capirete che tutti gli esodati hanno gli stessi diritti, in quanto tutti sono stati, nello stesso medesimo modo, danneggiati dalla cieca riforma della ministra fornero !!!
    Speriamo che, con l’aiuto di Nostro Signore, possiate presto rinsavire.

  2. L’ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia alla giustizia ovunque.
    Quindi scrivo, indignato, per riesporre questa triste vicenda di rara nequizia politica che va avanti in Italia, ai danni degli esodati e delle loro famiglie, senza che vi sia stata alcuna iniziativa o , meglio ancora, senza che mai vi sia stato un esame di coscienza da parte dei vertici del Governo.
    Porgo a tutti destinatari della presente due semplici domande:
    • come gli esodati, senza stipendio senza assegno straordinario e senza pensione riusciranno a sopravvivere con le loro famiglie nell’attesa dell’erogazione della pensione?
    • come gli esodati pagheranno: i canoni di locazione, mutui, tasse, utenze, assicurazione, medicine e cure mediche,come manterranno i figli a scuola o all’università, come acquisteranno il necessario giornaliero etc etc…?
    Ribadisco ancora una volta che la pensione fu concepita non come un premio a chi aveva lavorato con serietà e dedizione per 35/40 anni, ma come un sostegno ai lavoratori e loro famiglie una volta cessato il lavoro.
    Il Governo Italiano è riuscito, prima con l’ex Ministro Tremonti e poi con il Ministro Fornero, a produrre in una categoria così pacifica come i futuri pensionati “alias esodati” e le loro famiglie uno sdegno tale che certo non va a favore della gloriosissima Italia.
    Negli ultimi anni l’Italia è spesso citata, per sprechi in vari settori, ma non riesce a finanziare un diritto per una delle fasce più deboli e più sfortunate.
    Non so Egregio Onorevole cosa penserete di questa lettera piena di rabbia e sdegno, spero che qualcuno avrà la gentilezza di farsi sentire, alzare la voce , non voglio pensare che tutti sono uguali, che parlano bene e poi fuggono dai veri problemi sociali, gli aventi diritto alla pensione chiedono giustizia, un giustizia che sta ostacolando “con leggi retroattive” oltre 200.000 esodati in tutto e per tutto, invece di dare la possibilità di vivere come avrebbero voluto.
    Le persone oneste, i politici onesti, i dirigenti onesti, le associazioni oneste e tutti quelli che conoscono la problematica, dovrebbero far sentire la loro voce ed impegnarsi, senza farsi piegare dall’indifferenza e dalle difficoltà, affinchè tutti i gli esodati aventi diritto e/o eredi possano finalmente vedere un po di luce.
    Forse qualcuno dirà, che di fronte al mare di problemi che ci sono da risolvere, forse questo è il male minore. Penso che bisogna partire dai minori per arrivare ai mali maggiori.
    Sono sempre speranzoso che la Politica, quella vera, pulita, onesta e responsabile, tornerà a breve dalla parte dei cittadini, di questi cittadini anche se anzianotti che hanno il diritto come essere umani di essere considerati non solo come pesi sociale da ignorare, ma persone a cui la società civile tutta dovrebbe inchinarsi per la dimostrazione di forza, determinazione e coraggio che ogni giorno dimostrano, insieme alle loro famiglie, nell’affrontare la nuova giornata senza alcun reddito .
    Egregio Onorevole, spero con tutto il cuore che il Presidente Monti e il Ministro Fornero si siano sbagliati nel valutare gli scenari degli esodati , altrimenti sarei costretto, tenuto conto che trattasi di una espressione insostenibile che causa vergogna non solo all’Italia ma all’Europa tutta, a chiedere all’Illustrissimo Presidente della Repubblica le mie dimissioni da cittadino della Repubblica Italiana.

  3. E’ un continuo stillicidio, non si risolve il problema aggiungendo una goccia.
    Occorre riconoscere a tutti gli stessi diritti.
    Questo continuo aggiungere fa solo aumentare l’angoscia e la rabbia.
    Mi auguro che si arrivi a una soluzione totale.
    Non possono esistere i lavoratori di serie A e di serie B.
    Cosa dobbiamo fare suicidarsi tuttì.
    Mi auguro che si arrivi a una soluzione totale, IN CASO CONTRARIO MI AUGURO CHE I SINDACATI O QUALACHE ALTRA CATEGORIA FACCIA UNA CAUSA PER FA RICONOSCERE A TUTTI GLI STESSI DIRITTI.

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