Il decreto sviluppo supera lo scoglio di Montecitorio. La Camera, dopo aver votato la fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese, nel nuovo testo approvato dalle Commissioni a seguito del rinvio deliberato dall’Assemblea e dopo la trattazione degli ordini del giorno, ha approvato in prima lettura con 382 favorevoli e 68 contrari il provvedimento, che è stato inviato per l’esame all’altro ramo del Parlamento.

Via libera dunque alle misure per la crescita, inserite nell’apposito contenitore che andrà a compendio delle altre riforme cornice, come quella del lavoro o delle professioni, senza escludere le novità previste con la spending review. Numerose e le misure contenute nel decreto 83/2012, che vanno a colpire un ventaglio molto ampio di settori produttivi, dalle assunzioni, agli incentivi energetici, dalla giustizia civile alle imprese, dalla ricerca al turismo, per finire con la pubblica amministrazione. Una serie di novità che, secondo le stime del Ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera, potrebbe muovere risorse per 80 miliardi di euro.

Il testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 25 giugno, ha avuto dunque alla Camera un iter legislativo a tempo di record, essendo ancora lontana la scadenza di 60 giorni prevista per l’approdo definitivo in legge dello Stato. Un tour de force che ha costretto Commissioni e rappresentanti in Parlamento a lavorare in tappe molto ravvicinate, che hanno comunque prodotto un ciclone di circa duemila emendamenti, in gran parte, però, rispediti al mittente. Una bocciatura di massa che non ha, comunque, generato rinvii: il decreto sviluppo ha rispettato la tabella di marcia prevista dal premier Mario Monti e approda adesso a Palazzo Madama, che dovrà approvarlo definitivamente entro il 25 agosto.


“Decreto legge contenente misure urgenti per la crescita del Paese” è il nome sotto cui vanno le novità della legge per la crescita. Sul testo, il governo ha posto la fiducia, che è stata accordata dalla Camera con 475 voti favorevoli, 80 contrari e 9 astenuti. Maggioranza compatta, dunque, sul via libera al decreto sviluppo, nonostante l’atto di forza del governo Monti abbia di fatto sbarrato la strada al lungo elenco di emendamenti presentati nelle scorse settimane e non ancora sottoposti al vaglio del Parlamento.

In materia di contratti di lavoro e imprese, il decreto sviluppo introduce novità sulla flessibilità in entrata (apprendistato preferito alle forme di collaborazione più precarie) e sugli ammortizzatori sociali. Non ci sarà nessun rinvio per la messa a regime dell’Aspi (Assicurazione sociale per l’impiego), prevista già nella riforma del lavoro, mentre le aziende potranno ricorrere alla Cassa integrazione fino a tutto il 2015. La mobilità viene prorogata fino al 2014 secondo la disciplina vigente; le aliquote previdenziali per partite Iva e contratti a progetto resteranno al 27% nel 2013 e passeranno al 28% nel 2014. Alle imprese che formano un Contratto di rete, istituendo un fondo patrimoniale unico, è riconosciuta la possibilità di acquisire soggettività giuridica.

Sono stati introdotti i voucher individuali di innovazione che le imprese possono utilizzare per progetti di innovazione sviluppati in collaborazione con gli organismi di ricerca presenti sul territorio nazionale. A sostegno dell’internazionalizzaizone delle imprese, vengono varate norme quali la semplificazione per l’accesso al contratto di rete e la cedibilità del tax credit digitale. Nell’ambito delle misure a tutela del made in Italy, invece, è stato introdotto un nuovo sistema di etichettatura per contrastare le pratiche ingannevoli. Le imprese dello spettacolo vengono assimilate a “Piccole e medie imprese”.

Passando al versante più strettamente fiscale, viene portato a 2 milioni di euro il volume d’affari massimo perché le imprese possano posticipare il pagamento dell’Iva all’atto di emissione della fattura: il limite per l’emissione viene stabilito a un anno, dopodiché l’imposta diventa comunque esigibile. Per gli enti locali, viene eliminato il limite massimo di 516 mila euro per la compensazione dei crediti di imposta. Ulteriori crediti di imposta e agevolazioni fiscali vengono, poi, inseriti per università e centri di ricerca. Inoltre, attesa conferma per l’Irpef, detratta del 55% per tutti quegli interventi di risparmio energetico fino al 30 giugno 2013.

E proprio in materia di edilizia sostenibile, si rivolgono alcuni dei punti più importanti del decreto sviluppo.  Per interventi di ristrutturazione edilizia, ad esempio, l’aliquota viene accresciuta dal 36% al 50%, con il tetto di spesa che salirà a 96mila euro dai precedenti 48mila: due misure che resteranno in vigore per un anno. Lo Sportello Unico per l’edilizia, con la nuova legge, assume nuove e rilevanti competenze, che lo tramutano nel centro privilegiato per lo smisto delle pratiche del settore. Infine, è stata completata la stesura del Piano città, con 224 milioni freschi erogati nel fondo apposito. Altri 68 milioni vanno invece per il recupero di alloggi ex Iacp non assegnati.

In materia di innovazione, poi, nasce il Fondo per la crescita sostenibile, particolarmente votato alle dinamiche ambientali, alla promozione dei progetti di ricerca, volti al consolidamento della struttura produttiva e  all’attrazione di investimenti esteri. Viene infine dato il la all’Agenzia Italia digitale, che avrà come ambito d’interesse quello dell’innovazione tecnologica. Particolari incentivi sono previsti anche per l’assunzione di lavoratori under 35, sempre nel settore della riqualificazione energetica;  incluse nel decreto anche misure di sostegno alle imprese agricole. Bonus dai 3 ai 5mila euro per chi decide di passare a un’auto elettrica.

Di elevate importanza la parte che nel decreto sviluppo si occupa della crescita infrastrutturale del Paese. La percentuale minima che le società concessionarie devono affidare a terzi viene portata dal 50 al 60%. Le defiscalizzazioni in materia di project financing, a ruota, vengono allargate a tutte le realtà di paternariato pubblico-privato. Luce verde anche alla nuova aliquota in ambito di project-bond per i titoli rilasciati per le nuove infrastrutture: il regime fiscale agevolato passa dal 20% al 12,5%.

Per la ricostruzione e la ripresa economica dei territori colpiti dagli eventi sismici del 20-29 maggio 2012, oltre all’apprestamento urgente di moduli abitativi provvisori e di moduli destinati ad uso scolastico ed edifici pubblici, si prevede il procedimento per la ripianificazione del territorio comunale, tenendo anche conto dei nuovi insediamenti abitativi. In sede referente, è stato esteso alle regioni Veneto e Lombardia il supporto di Fintecna necessario per le attività tecnico-ingegneristiche, sono stati rafforzati i poteri dei presidenti delle regioni, è stata estesa l’applicabilità delle disposizioni in esame al territorio dei comuni di Ferrara e Mantova, nonché – ove risulti l’esistenza del nesso di causalità – dei comuni di Castel d’Ario, Commessaggio, Dosolo, Mottegiana, Pomponesco, Viadana, Adria, Bergantino, Castelnovo Bariano, Fiesso Umbertiano, Casalmaggiore, Casteldidone, Corte de’ Frati, Piadena, San Daniele Po, Robecco d’Oglio, Argenta. E’ attribuito, inoltre, un contributo, sotto forma di credito di imposta, pari al costo sostenuto per la ricostruzione, il ripristino o la sostituzione dei beni d’impresa o di lavoro autonomo.

Misura capitale per la giustizia civile è quella del filtro in appello, che prevede un criterio di ammissibilità per i ricorsi in secondo grado di giudizio. Una novità che dovrebbe alleggerire il peso delle impugnazioni in Appello e, di conseguenza, in Cassazione, per rendere più agile lo svolgimento delle pratiche di giustizia. Saranno i giudici a decidere quando un ricorso può essere dichiarato ammissibile oppure no: farà fede l’effettiva probabilità riscontrata di andare a buon fine.

 


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