I presidenti di Camera e Senato avevano detto 10 giorni per la verità, la verità è che per avere una bozza di un nuovo testo di legge sulla riforma elettorale ce ne vorranno molti di più. I partiti, Pd e Pdl in sostanza, hanno cominciato le trattive e non sono poi così lontanissimi, anche se il percorso  sembra lento e ancora complesso nella sua definizione. Il terreno di scontro è rappresentato sostanzialmente da due elementi, le preferenze  e il premio di maggioranza, in quanto è tramite questi due elementi che il futuro risultato delle prossime elezioni può assumere  un peso e una connotazione decisivi, per vincenti e perdenti, per avere le condizioni di governabilità tanto sospirate da Monti.

Il punto comune da cui si parte è la contrarietà al Porcellum, lo ha detto palesemente Enrico Letta, il segretario del Pd “Il Porcellum va modificato senza se e senza ma” e anche il Pdl è d’accordo visto che si presenta, almeno a livello di sondaggi, molto meno forte di quando questa legge lo rese pressoché invincibile in Parlamento, senza contare poi quanto, l’assenza del Porcellum, limiterebbe “il fenomeno Grillo. Il disegno del Pdl nelle sue richieste è palese, il premio di maggioranza per la sola lista vincente, con ogni probabilità il Pd di Bersani, non consentirebbe la formazione di una maggioranza prestabilita ma favorirebbe un governo di larghe intese viste la necessità di chi vince di integrare il proprio organico con almeno uno o due alleati.

Il centro-destra cerca quindi di montare l’air-bag avendo capito che sono serie le possibilità di uno schianto alle prossime urne, dal canto suo, il centro-sinistra, prova a rilanciare e vuole per sé l’intera posta, conscio che i numeri al momento gli consegnano la maggioranza nel Paese. La soluzione di compromesso per la quale potrebbero ritenersi tutti poco danneggiati, anche se nessuno estremamente soddisfatto, è la proposta del mix ispano-tedesco, meglio conosciuta anche col nome di modello tedesco corretto secondo cui si avrebbero 50% di collegi, 50% di proporzionale con liste bloccate e sbarramento al 5%, premio di governabilità del 10%. Il “tocco” spagnolo costituirebbe nell’aggiunta delle piccole circoscrizioni che premiano i grandi partiti e le realtà, come la Lega, fortemente connesse al territorio di origine.


Questo modello che, di fatto, fu accettato due mesi fa, per quanto non entusiasmi Bersani, e chiunque al suo posto, sarebbe difficile da bocciare, almeno completamente; dopo “la bozza Bianco”, poi naufragata malamente durante il secondo governo Prodi, potrebbe essere l’unico decreto bipartisan degli ultimi anni. Il clima politico però non è ancora favorevole e solo in autunno, probabilmente, questo decreto avrà la sua primavera.

 

 


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2 COMMENTI

  1. […] Il Porcellum, secondo Letta, verrà appoggiato nelle prossime settimane solamente da chi vorrà una situazione di immobilismo che possa garantire la non nominabilità delle liste e protrarre così quel circolo vizio di benefit ed interessi personalistici. Quindi è stato ribadito, ancora una volta, dai portavoce dei Pd e del Pdl la necessità incombente di redigere una legge elettorale e vuoi per la location, vuoi perché dopo le ferie si è più distesi, l’impressione che si ha avuto è che effettivamente una soluzione sembra possibile. […]

  2. […] il vantaggio di essere andati oltre le posizioni originarie”. Dunque, in questo momento, sono cinque i punti su cui si viaggia sulla stessa lunghezza d’onda: sistema proporzionale, 2/3 eletti dagli […]

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