La Corte di Cassazione riduce drasticamente le pene inflitte ai no global accusati di devastazione durante il G8 del 2001 dalla Corte d’Appello di Genova del 9 ottobre 2010, che variavano da 15 a 8 anni, portandole a 9 mesi. Solo due le condanne confermate.

Sono state necessarie solo tre ore di camera di consiglio ai giudici di legittimità della prima sezione penale per rigettare la richiesta della pubblica accusa di confermare completamente la sentenza di secondo grado,  e per annullare con rinvio la sentenza limitatamente alla mancata concessione delle attenuanti generiche nei confronti di Carlo Arculeo (in appello 8 anni), per Carlo Cuccomarino (8 anni) per Antonino Valguarnera (8 anni).

La Suprema Corte ha inoltre annullato senza rinvio limitatamente al reato di detenzione di bottiglie incendiarie nei confronti di Luca Finotti (10 anni e 9 mesi in appello), Vincenzo Vecchi (13 anni); Marina Cugnaschi (12 anni e 3 mesi) e Francesco Puglisi (in appello 15 anni). Di conseguenza la Suprema Corte ha ridotto la pena per Puglisi a 14 anni e nei confronti degli altri 3 ha operato una riduzione delle pene pari a 9 mesi. Una decisione che va a determinare le condanne di appello che due anni fa erano state pari ad un secolo per i 10 imputati.


Tutti gli imputati, però, sono stati riconosciuti responsabili del reato di devastazione e saccheggio. La Cassazione, pur diminuendo le pene, ha reso immediatamente esecutive le condanne.

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteRaggiunti 6 mld di incentivi, il 27 agosto sarà operativo il Quinto Conto Energia
Articolo successivoPuntare sul “valore aggiunto” per resistere alla crisi

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here