Giovedì 5 luglio il Presidente del Consiglio Mario Monti, di concerto con il Ministero dell’economia (di cui è titolare), ha approvato il decreto istitutivo  del Fondo per la ricostruzione, relativo alle aree colpite dai terremoti del 20 e 29 maggio.

Su proposta dei Presidenti delle tre Regioni del Nord Italia colpite, Vasco Errani per l’Emilia-Romagna, Roberto Formigoni per la Lombardia e Luca Zaia per il Veneto, il Premier Monti ha anche stabilito la ripartizione dei fondi per fronteggiare l’emergenza, in base ai danni fino ad oggi rilevati.

L’Emilia-Romagna risulta la Regione in assoluto più colpita dalle due violente scosse sismiche della fine di maggio: ad essa è stato infatti destinato, per il 2012, ben il 95% delle risorse complessive, a fronte di uno stanziamento del 4% per la Lombardia e dell’1% per il Veneto. Per il 2013 ed il 2014 la ripartizione dei fondi sarà decisa sulla base della definitiva valutazione dei danni, con eventuale conguaglio per la quota non attribuita per l’anno in corso.


È stata anche decisa la parità di trattamento tra le due grandi categorie in cui si possono schematicamente ripartire i soggetti danneggiati (che in alcuni casi coincidono): i proprietari di abitazione principale da una parte ed i titolari di attività produttive dall’altra. Entrambi si vedranno riconosciuto un contributo statale per la ricostruzione o ristrutturazione fino all’80% delle spese sostenute e certificate per eseguire i lavori, sia per la prima casa che per gli immobili e gli impianti di produzione.

Per quanto riguarda la durata dei contributi ed il reperimento dei fondi, nella nota diramata dal Governo si precisa quanto segue: “I contributi saranno erogati per un periodo di quattro anni dal momento del riconoscimento del contributo stesso. Il fondo verrà alimentato dalle risorse derivanti dall’aumento delle accise, per un limite di 500 milioni di euro; dal Fondo di Solidarietà dell’Unione europea; dalle somme derivanti dalla riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e dei movimenti politici. Inoltre per il 2013 e 2014 il fondo sarà alimentato per un miliardo di euro l’anno per complessivi 2 miliardi attraverso la riduzione delle principali voci della Pubblica Amministrazione (attraverso la Spending Review)”.

La buona notizia per i terremotati già segnalata nella nota governativa è stata confermata dall’approvazione, da parte del Senato, del disegno di legge che dimezza i rimborsi elettorali ai partiti politici: si passa dagli attuali 182 a 91 milioni di euro. Ma quel che più importa è che la politica si è finalmente decisa a dare almeno un buon esempio: l’ultima tranche dei rimborsi prevista per la legislatura 2008-2013, pari a 165 milioni di euro, verrà destinata in toto alle popolazioni colpite dal sisma. Una goccia nel mare, se vogliamo, ma al tempo stesso un positivo segnale di discontinuità da parte di una classe politica che tocca livelli di fiducia ai minimi storici.


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