Grande attesa per le decisioni che verranno prese oggi all’Eurogruppo, attualmente in corso di svolgimento a Bruxelles, e domani all’Ecofin (il vertice tra i Ministri dell’economia e delle finanze degli Stati membri Ue) per tradurre in meccanismi operativi pratici le decisioni già prese in sede di Consiglio europeo del 28 e 29 giugno.

Sul tavolo, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, vi sarebbe un’Autorità comune europea di vigilanza sulle 25 principali banche dell’area euro, che avrebbe il compito di riferire periodicamente alla Banca centrale europea sullo “stato di salute” dei principali colossi del credito dell’Eurozona. Le banche più piccole, invece, rimarrebbero sotto la supervisione delle Banche centrali dei singoli Stati membri, le quali a loro volta dovrebbero essere poste sotto lo stretto controllo delle Autorità Ue, dietro coordinamento della Bce. La nuova Agenzia potrebbe avere sede a Bruxelles.

Tale proposta nasce da uno dei fondamentali punti di accordo trovati tra i leader europei al Vertice Ue di fine giugno, quello di garantire all’area euro un sistema unico di coordinamento e vigilanza bancaria. Oggi potrebbe già essere raggiunta un’intesa di massima, mentre per i dettagli si potrebbe dover attendere il 20 luglio, data prevista per un nuovo Eurogruppo.


A favore di questa nuova Authority di sorveglianza bancaria europea si è espresso anche il Presidente della Bce Mario Draghi il quale, pur rilevandone la grande importanza, ha tuttavia puntualizzato che essa dovrà essere sì dipendente ma separata dalla Banca centrale europea stessa, per tutelare l’indipendenza della politica monetaria dalle funzioni di controllo, che devono rimanere distinte.

Queste le altre questioni di primaria importanza al centro dell’odierno Eurogruppo:

  1. Definire le modalità di intervento del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità forte di un capitale iniziale di 500 miliardi, per ricapitalizzare direttamente le banche, senza passare attraverso i Governi che vedrebbero in tal modo lievitare i loro debiti pubblici. Il Mes, tuttavia, non è ancora operativo: ad oggi solo 13 dei 17 Paesi dell’area euro lo hanno ratificato, ed il Meccanismo entrerà in funzione solo quando gli Stati ratificatori avranno raggiunto almeno il 90% del capitale. Mancano inoltre i regolamenti che dovranno essere definiti di comune accordo dai Ministri dell’economia dei Paesi membri. Nel frattempo continuerà a funzionare il Fondo Salva-StatiEfsf.

  2. Vanno decise le nomine ai vertici di importanti istituzioni europee quali l’Eurogruppo (il mandato dell’attuale Presidente Jean-Claude Juncker giungerà a scadenza il 16 luglio), la sostituzione del rappresentante spagnolo nel board della Bce e, infine, la Presidenza dello stesso Mes, sulla quale la Germania ha già “messo la bandierina” per il proprio attuale amministratore dell’Efsf, Klaus Regling.

  3. Va definito il piano di aiuti per la ricapitalizzazione delle maggiori banche spagnole in difficoltà, per un totale di stanziamenti europei fino a 100 miliardi di euro (direttamente tramite l’Efsf / Mes?).

  4. Chiarire la questione greca: il nuovo Ministro delle finanze di Atene, Yannis Stournaras, ha chiesto 2 anni di tempo in più per mettere in atto il programma di austerità imposto dalla “Troika”.

  5. Predisporre l’assistenza per il Paese nuovo Presidente di turno dell’Unione europea, Cipro, che il 25 giugno scorso ha spiccato formale richiesta di assistenza finanziaria alle Autorità europee (quinto Stato dell’Eurozona in ordine di tempo dopo Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna).


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