Giro di vite della Guardia di Finanza contro i “furbetti del fisco”. Oggi, è il turno di un nuovo Paperone dichiarato bisognoso: percepiva un assegno di 800 euro, ma ne ha evasi 13,5 milioni. Non c’è limite alla fantasia degli italiani per dribblare le tenaglie dei tributi. Ultimo “ritrovato”, il falso povero smascherato dalla guardia di Finanza di Varese riceveva assistenza dal Comune di Cassano Magnago, pur essendo a guida di una florida azienda familiare. La ditta, infatti, pare non sentisse particolarmente il peso della crisi economica, poiché i soci vanterebbero un reddito pro capite di circa 2 milioni di euro. Ora, il conto per l’imprenditore in simulate condizioni di indigenza, si preannuncia elevato: 1 milione e 200 euro per le somme evase, cui andrà aggiunta la sanzione pecuniaria susseguente la segnalazione alla Corte dei Conti per la restituzione degli assegni emessi dall’ente locale.

Ma si tratta solo dell’ultimo anello di una catena che pare infinita. Nelle ultime settimane, hanno fatto scalpore alcuni casi ancor più eclatanti, come il falso cieco fiorentino, che percepiva indennità di accompagnamento dal 1976 pari a 827 euro, ma è incorso, suo malgrado, nell’occhio indiscreto di una telecamera, intento a passeggiare tranquillamente in autonomia, fermandosi a leggere con attenzione le etichette dei prodotti in vendita al supermercato. Ancor più sensazionale, la vicenda di un altro falso cieco di Macerata, pizzicato qualche giorno fa al circolo, nel bel mezzo di una partita a scopone scientifico: 34mila gli euro sottratti alle casse pubbliche. Le Fiamme Gialle, insomma, hanno dichiarato guerra alla piaga sociale dei falsi invalidi. Una voce che potrebbe pompare risorse fresche, proprio mentre il dibattito si concentra sulla spending review.



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