Continuano serrati i confronti sulla Spending review, il pacchetto di misure che il governo di Mario Monti intende varare per ridurre la spesa pubblica. L’entità dei provvedimenti che l’esecutivo intende adottare, suggerito dal commissario straordinario Enrico Bondi, oscilla tra i 5 e i 10 miliardi di euro.
Mentre è possibile che i tagli vengano divisi in due fasi distinte, già si conoscono gli ambiti su cui questi si abbatteranno: sanità, giustizia, Difesa e, soprattutto, pubblico impiego. Il nodo dei dipendenti statali, infatti, è quello che più di ogni altro ha generato il muro contro muro tra governo, enti e parti sociali. Esuberi e prepensionamenti: sono queste le parole d’ordine attraverso cui il governo intende sciogliere il rebus degli statali.
Tra i circa 200 mila over 60, quelli a meno di due anni dalla pensione potrebbero essere “parcheggiati” in una mobilità ponte all’80% della retribuzione. Il diluvio di prepensionamenti – di numero ancora imprecisato – dovrebbe essere finanziato da un blocco dei Tfr per i dipendenti in esubero. La riforma, se approvata, coinvolgerà amministrazioni centrali, Regioni, Province, Comuni e università: in complesso, il governo punta a tagliare il 10% degli impiegati e il 20% dei dirigenti.
Una linea che non ha trovato sponde nelle organizzazioni sindacali, che hanno accusato il governo di voler adoperare tagli lineari, agitando a più riprese, nelle ultime ore, lo spettro dello sciopero generale.
Ma non sarà solo il comparto del pubblico impiego a finire sotto la mannaia della spending review: in ambito giudiziario, infatti, dovrebbero sparire 700 uffici dei giudici di pace e 220 sezioni distaccate, mentre negli ospedali i risparmi messi in cantiere per fine anno dovrebbero superare il miliardo di euro. Anche il numero delle Province dovrebbe calare drasticamente: circa 42 quelle a rischio cancellazione.
Il Governo, dal canto suo, non vuole perdere tempo: servono soldi freschi per la ricostruzione in Emilia e per scongiurare un nuovo aumento dell’Iva in ottobre. Entro la settimana, del resto, il decreto che in queste ora rimbalza tra le Camere andrà convertito, pena la decadenza dello stesso.
Con le parti sociali a fare le barricate e gli enti locali tutt’altro che soddisfatti dei tagli previsti, la spending review si appresta, dunque, a tagliare un traguardo “in salita”.

Convegni Maggioli
APPALTI PUBBLICI: LE NOVITA’ DEI DECRETI ESTIVI “CRESCITA”
(D.L. 83/2012) E “SPENDING REVIEW” (D.L. 52/2012), MANUTENZIONI E ACCORDI QUADRO

Nuovi obblighi pubblicitari e di comunicazione, offerte migliorative parametri Consip, obbligo ricorso al MEPA, affidamento servizi tecnici e determinazione corrispettivi
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Bologna, giovedì 12 luglio 2012


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