Dopo il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti, che ieri ha parlato alla Camera chiedendo al Parlamento una forte collaborazione con il Governo in vista del Consiglio europeo di domani e venerdi, oggi è la volta del Cancelliere tedesco Angela Merkel di riferire al Bundestag. Le sue prime dichiarazioni, anche oggi, non lasciano intravedere un significativo cambiamento delle posizioni “rigoriste” della Germania e sembrano una puntuale smentita di buona parte delle proposte presentate nel cosiddetto “Documento Salva Euro” dei quattro Presidenti Ue (Van Rompuy, Barroso, Draghi e Juncker). Gli eurobond sono “economicamente controproducenti”, la conseguente mutualizzazione del debito europeo pure, almeno fino a quando non saranno decisi “il controllo congiunto sui conti pubblici” e una maggiore integrazione politica continentale (aspetto sul quale la Germania ha insistito particolarmente nelle ultime settimane). Il Cancelliere, in definitiva, sembra smorzare ogni eccessivo entusiasmo: “Dico subito quello che non sarà detto mai abbastanza: non esiste alcuna soluzione facile e veloce a questa crisi”.

Tuttavia, in questo scenario dove le schermaglie ed i tatticismi da parte di tutti i protagonisti sono all’ordine del giorno, sembra essersi realizzata un’importante convergenza al Vertice dei Ministri delle finanze di Francia, Germania, Italia e Spagna ieri sera a Parigi: la proposta di Mario Monti di impiegare i capitali dell’Efsf e del nascituro Mes (Meccanismo europeo di stabilità) per acquistare sul mercato primario e secondario i Titoli di Stato dei Paesi che, come l’Italia e la Spagna, stanno facendo le necessarie riforme strutturali ma ancora si trovano sotto l’attacco della speculazione sembra aver fatto breccia presso il Cancelliere tedesco. Merkel ha, d’altra parte, riconosciuto all’Italia di aver intrapreso un percorso di “solidità” e “crescita”.

Apprezzamenti all’operato di Mario Monti arrivano, in maniera ancor più esplicita, dal Presidente francese François Hollande (che oggi incontrerà Angela Merkel in un bilaterale). Secondo una fonte dell’Eliseo, infatti, Hollande è grato a Monti per il fondamentale ruolo di mediazione che sta svolgendo in sede europea ed è pronto a fornire alle proposte italiane il “pieno appoggio politico” della Francia. “Non c’è motivo” – ha proseguito la fonte – “che l’Italia debba finanziarsi con tassi di interesse proibitivi, avallando di fatto la proposta del Premier italiano di fare del Mes una sorta di “scudo anti-spread. Hollande sarebbe d’accordo anche sul rafforzamento dei poteri della Banca centrale europea, che potrebbe acquistare Titoli di Stato anche sul mercato primario, divenendo (in tal caso) un prestatore di ultima istanza, come la Federal Reserve statunitense.


Quanto più alte sono le aspettative, tanto più rischiano di essere mal riposte e, di conseguenza, tanto più rovinosa potrebbe apparire la caduta. Certo che, dopo 24 vertici negli ultimi due anni conclusisi con poco più di un niente di fatto, un’ulteriore delusione su “Che cosa vuole fare l’Europa da grande?” potrebbe, questa volta, costare molto cara al Vecchio Continente.


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