Nel suo intervento alla Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio Mario Monti ha chiesto al Parlamento uno sforzo di cooperazione con il Governo, un “tandem” necessario per rafforzare la posizione dell’Italia in vista del Vertice del Consiglio Ue del 28 e 29 giugno che già si preannuncia “difficilissimo”.

Altissima, infatti, è la tensione interna alle forze della maggioranza (PD-PdL-Terzo Polo) che, nel caso di un risultato insoddisfacente dei negoziati europei, potrebbero decidere di anticipare le elezioni ad ottobre 2012. Altissima anche la tensione sui mercati, che sembrano già scommettere che al Consiglio di Bruxelles non verranno prese decisioni definitive per la messa in sicurezza dell’Eurozona. Nell’asta di ieri dei Titoli di Stato, il Tesoro italiano ha venduto tutti i 3 miliardi di Ctz preventivati e con scadenza a maggio 2014, ma con tassi di interesse in forte rialzo: dal 4,037% della precedente asta del 28 maggio al 4,712%. In forte crescita anche i rendimenti dei Bonos spagnoli: Madrid ha piazzato oggi 3 miliardi di Titoli con rendimenti al 2,36% per i trimestrali e 3,24% per i semestrali.

Proprio a questo riguardo, Monti ha ribadito ieri in Parlamento che la sua proposta di impiegare i capitali dell’Efsf / Mes (Meccanismo europeo di stabilità) per acquistare i Titoli di Stati dei Paesi in difficoltà in funzione anti-spread verrà portata avanti al prossimo Vertice Ue con estrema determinazione da parte italiana. Tale intervento, tuttavia, non sarebbe usato indiscriminatamente verso tutti quei Paesi “che chiedono di essere aiutati perchè non ce la fanno” ma solamente “per evitare divaricazioni eccessive degli spread degli Stati che sono in regola con la disciplina di bilancio: quindi l’Italia può permettersi e deve chiedere un  meccanismo che si applichi a chi ha rispettato le regole”.


Giornata molta intensa da tutti i punti di vista: ieri sera a Parigi si è tenuto un pre-vertice tra i Ministri delle finanze di Italia (in rappresentanza di Monti partecipa il vice-ministro dell’economia Vittorio Grilli), Germania, Francia e Spagna in preparazione di un pacchetto di proposte per il Consiglio europeo, con la partecipazione anche del Commissario Ue agli Affari Monetari Olli Rehn.

Tutto questo mentre è in circolazione anche un Rapporto preparato dai quattro Presidenti dell’Unione europea: Herman Van Rompuy (Consiglio), Mario Draghi (Bce), Josè Manuel Barroso (Commissione) e Jean-Claude Juncker (Eurogruppo). Nel documento – che è stato spedito la notte scorsa alle delegazioni nazionali dei 27 Paesi membri – viene delineato un percorso per portare l’Europa fuori dalle secche della recessione e della crisi debitoria, con le seguenti quattro principali proposte:

1)         Unione bancaria: serve “un quadro finanziario integrato” che dovrebbe riguardare tutti i Paesi dell’Unione, con un rafforzamento della vigilanza della Bce, seguito da una garanzia europea dei depositi bancari e da un fondo europeo di gestione delle crisi finanziato “principalmente” dalle banche.

2)         Unione di bilancio: “Limiti ai saldi di bilancio e ai livelli di debito dei governi potrebbero essere decisi in comune”.

3)         Maggiore integrazione economica, con la previsione di linee-guida comuni nei settori del mercato del lavoro e della fiscalità.

4)         Unione politica, con il rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo e una sua maggiore legittimazione democratica a livello continentale.


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