Esodati, parla la Fornero: altri 55mila soggetti da tutelare. Il discorso integrale

Redazione 20/06/12
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Oltre ai 65mila esodati di cui ci si fa carico nel decreto interministeriale firmato qualche giorno fa, il Ministro del Welfare, Elsa Fornero, parlando ieri pomeriggio al Senato per un’informativa sulla riforma, ha indicato di voler salvare altri circa 55mila soggetti, tra cui 40mila lavoratori in mobilità.

Il Ministro non pronuncia neanche una volta il termine esodati, «la definizione corretta è quella di lavoratori che meritano di essere salvaguardati dagli effetti dal recente inasprimento dei requisiti per l’accesso alla pensione», precisa.

E’ per l’Inps la frecciata più velenosa: gli esodati non sono i circa 390mila indicati nella relazione dell’istituto di previdenza sociale; dati «parziali, senza adeguate spiegazioni, fuorvianti».

In base a quanto riferito in Senato dal Ministro, i lavoratori di Termini Imerese in cassa integrazione straordinaria che hanno i requisiti per la pensione saranno salvaguardati dal nuovo provvedimento che il Governo intende adottare. «Il Governo – ha infatti affermato Fornero – si è già ripetutamente espresso manifestando l’intenzione di salvaguardare innanzi tutto i lavoratori interessati da accordi collettivi, in specie sottoscritti con l’ausilio dello stesso Governo attraverso il Ministero del lavoro e quello dello sviluppo, dato che l’approdo alla pensione al termine della mobilità era in questi accordi considerato elemento essenziale per la loro stessa conclusione».

La soluzione per tutelare i nuovi 55mila soggetti individuati «non è per tutti la deroga» dei requisiti previsti dalla riforma delle pensioni, ha spiegato la Fornero. Si profilano infatti seri problemi di «oneri e coperture che dovranno essere attentamente vagliati». In primis saranno salvaguardati i lavoratori interessati ad accordi collettivi, poi chi maturerà il diritto alla pensione entro il 2014 o superato una certa soglia di età. Per quanto riguarda «i lavoratori meno anziani», il Ministro del welfare propone un «mix come l’estensione del trattamento di disoccupazione, formule di sostegno all’impiego, come incentivi contributi e fiscali», il ricorso ai lavori socialmente utili e anche una «norma per estendere il contributivo pieno anche agli uomini, come é già per le donne, come opzione di scelta – ha detto Fornero – da demandare ai lavoratori e alle aziende».

Non usa mezzi termini il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che etichetta la riforma del lavoro come «una vera boiata». Squinzi ha spiegato che «dobbiamo presentarci il 28 giugno al consiglio europeo con la riforma approvata. Spero ci sarà però occasione di ritornare nel merito e avere la possibilità di intervenire con correttivi». «Sono sicura che si ricrederà», ha replicato il ministro.

Il governo vuole approvare la riforma del mercato del lavoro entro il Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno. Il ddl è all’esame della commissione Lavoro della Camera in seconda lettura. Per assecondare i desideri dell’esecutivo, la Camera dovrebbe quindi dare il via libera al ddl senza modifiche rispetto al testo del Senato.

Qui il testo integrale dell’informativa al Senato del Ministro del welfare Elsa Fornero 

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