Nell’ambito dell’esercizio di revisione della spesa, che prevede che tutti i Ministeri presentino degli interventi di riordino e razionalizzazione della spesa capaci di garantire risparmi nel corto e medio periodo, il Presidente del Consiglio e Ministro dell’Economia e delle Finanze, Mario Monti, ha voluto dare un segnale dell’urgenza e dell’importanza di tale azione, firmando un DPCM che riduce, con effetto immediato, gli organici della Presidenza del Consiglio dei Ministri (20% dei dirigenti e 10% tutti gli altri organici).

Inoltre, il Consiglio dei Ministri, su sua proposta, ha adottato analoghe misure per la riduzione del personale (20% per i dirigenti e 10% per gli altri) del Ministero dell’economia e delle finanze nonché misure urgenti in materia di dismissioni del patrimonio pubblico e di razionalizzazione dell’Amministrazione economica-finanziaria. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, il Decreto legge include la soppressione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato accorpandola all’Agenzia delle dogane, e dell’Agenzia del territorio, che viene accorpata alla Agenzia delle entrate. Il provvedimento prevede altresì la soppressione dell’ASSI (ex-UNIRE), le cui funzioni sono ripartite tra Ministero dell’Agricoltura e la nuova Agenzia delle dogane e dei Monopoli.

Per quanto riguarda invece le dimissioni del patrimonio pubblico, il Decreto legge prevede il diritto di opzione per l’acquisto da parte di Cassa Depositi e Prestiti delle partecipazioni azionarie detenute dallo Stato in Fintecna SPA, in SACE SPA e in SIMEST SPA. Il corrispettivo della cessione, che sarà determinato sulla base dei valori di mercato, sarà corrisposto con un primo acconto del 60%. L’importo complessivo della vendita che presumibilmente si aggirerà intorno ai 10 miliardi, sarà utilizzato a riduzione del debito, ivi compreso quello derivante dal debito commerciale a favore delle imprese.


Lo stesso provvedimento prevede altresì la costituzione di un fondo immobiliare al quale verranno conferiti tutti gli immobili pubblici, sia dello Stato (ivi comprese le caserme), sia degli enti territoriali (ivi compresi quelli dei Comuni). Detto immobili, anche con l’ausilio di Cassa Depositi e Prestiti, verranno valorizzati e venduti. Gli enti proprietari degli immobili avranno quote di partecipazione al fondo e risorse liquide da utilizzare a riduzione del proprio debito.


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5 COMMENTI

  1. La Spending review di fatto alla presidenza del Consiglio non si è fatta!! Al di là delle strombazzate dichiarazioni del presidente Monti- che aveva annunciato un taglio del 20% dei dirigenti a partire dalla presidenza del Consiglio- i dirigenti a Palazzo Chigi sono rimasti gli stessi!!
    Infatti, con due drecreti precedenti l’approvazione della legge 83/2012 , il sottosegretario alla presidenza Catricalà ha prima aumentato il numero dei dirigenti di oltre 40 untà, ri-pescando i candidati esclusi all’ultimo concorso e poi ha “tagliato” cioè ha mandato in pensione quelli che già erano in età pensionabile!!! Bella manovra gattopardesca alle spalle del “forse” ignaro Monti! E i cittadini oltre ad essere supertassati devono pagare anche questa inutile infornata di dirigenti di fascia B solo perchè magari tra i 40 neo dirigenti che non avevano superato il concorso, c’era qualcuno che magari interessava particolarmente al sottosegretario Catricalà….NOn solo, ma sembra che i 40 non hanno neanche effettuato il corso di 6 mesi obbligatorio per tutti i dirigenti prima di prendere servizio. Complimenti!!!

  2. caro pippo… mi dispiace che tu creda che un ufficio farà tutto… ti ricordo infatti che prima che esistessero le agenzie divise era tutto ministero delle finanze… ma dovevi fare tutti i giri che si fanno adesso, adesso poi stanno anche chiudendo degli uffici delle entrate… così diminuiranno gli sportelli.

  3. non sopporto le soppressioni degli enti fatte a capocchia…. se ci sono enti duplicati, che si accorpino, ma facendolo con criterio perchè se sono due enti magari un motivo c’è. oltretutto mi picae l’idea: tagli dell’tot%… ma invece di tagliare, far funzionare tutto a puntino è troppo difficile???? visto che in tutti gli uffici ci sono lavori che non si fanno perchè non c’e ne è il tempo… facciamo quei lavori se veramente il personale è tanto… che poi nella mia sperienza così tanto personale non lo vedo però.. sarò cieco!!!

    staremo a vedere… ma sopprimere gli enti perchè così si risparmai è tutto da dimostrare come dice anche l’articolo sulle province…. ma tanto anche i grandi tecnici al governo vanno per slogan.

  4. Economie di scala con il passaggio delle competenze alla Agenzia delle Entrate prima della Agenzia del Territorio.

    Meno direzioni centrali poichè si aggiungono quelle tecniche alla Agenzia Entrate ma si sopprimono quelle doppione.

    Meno direzioni regionali e personale che si libera per l’operatività al pubblico. Meno costi per le telecomunicazioni e per gli immobili.
    Uffici con più servizi all’utenza nello stesso luogo.

    Meno burocrazia e meno costi per i servizi. Pensate solo a quanto si semplificheranno gli adempimenti per le successioni.

  5. Con la “soppressione” dell’Agenzia del Territorio il paradosso è che, con questo provvedimento, i tecnici politici sminuiscono i tecnici operativi avvalendosi di consulenti tecnici.
    Il timore più grande che mi preoccupa è che, visto che andremmo ad essere gestiti quasi esclusivamente da burocrati amministrativi, si potrebbe verificare l’indebolimento, se non la perdita, del grosso patrimonio motivazionale e di conoscenza fattiva, che è proprio dei professionisti tecnici, oggi più che mai utilissimo al Paese; con ricadute negative proprio su ciò che un decreto “sviluppo” dovrebbe favorire nella P.A., per darle maggiore efficienza, modernità e dinamicità, in modo da snellire le inutili, se non dannose, procedure burocratiche, con l’assunzione della diretta responsabilità decisionale, che è tipica dei professionisti tecnici.
    Spero in un ravvedimento molto “Operoso”. Grazie!

    Un professionista tecnico dell’ex Agenzia del Territorio

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